La sindrome dello scendiletto

Riflessioni sulla società, la storia, la politica e la Musica mondiale.

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Created by Mariangela Ungaro · Book

"La sindrome dello scendiletto".

Non scrivo la musica vera che amo da molto tempo, e ne so perfettamente le ragioni.
Il nostro paese è povero, (così dicono, ma farò crollare questa idea a breve) e partendo dall'assioma che la musica è lavoro (ne avevo già lungamente parlato) non è giusto lavorare senza la giusta remunerazione...Ma nemmeno questo è il problema, altrimenti il mondo musicale si sarebbe fermato tutto, c'è sempre l'esigenza artistica di creare nel vero artista, ma il blocco viene dalla situazione di crisi profondissima, non solo monetaria ma esistenziale.
Che cosa può dire o può aver voglia di condividere un musicista se il mondo si rifiuta di ascoltare o se quel mondo stesso in cui vive è sbagliato alla radice, è marcio alle fondamenta? Subentra il rifiuto di comunicare. Comprensibilissimo. E tragicamente giusto. E non mi venite a dire che musica è anche politica, denuncia e tutto il resto, sono finiti i tempi in cui si poteva parlare, e si è ascoltati se non si è qualcuno.

Io però non sono solo musicista, e ho ancora la necessità di scrivere come la penso. Probabilmente per l'ultima volta.

L'Italia si è svenduta economicamente all'estero dalla fine della seconda guerra, anche da molto prima in verità, ma parlando di musica è evidente che sia la musica leggera estera a spopolare nei riproduttori più disparati, figli della tecnologia, dei nostri connazionali: spesso si tratta di produzioni di serie Z, i nostri italiani manco capiscono il testo, ma provate a proporre un pezzo colto o musica di un certo livello (anche leggera) ad un evento privato o ad una festa di piazza, vi fischiano subito.
D'estate poi non ne parliamo, evvai col tormentone del momento!
E bisogna saper tenere il palco, con luci allucinanti, service rumorosissimi con il subwoofer che amplifica i bassi facendo sobbalzare il cuore degli astanti, possibilmente con abiti succinti o stravaganti, altrimenti come si coinvolge la massa acritica?
A Mozart non serviva tutto questo e nemmeno a Mahler, a Bach ...e non mi dilungo. Chi ha orecchie per intendere...
Ma della nostra Cultura a chi vuoi che gliene importi? Pochi. Troppo pochi.
Fa parte anche questo punto della “Sindrome dello scendiletto” (come la chiamo io) con l'estero di cui siamo vittime a livello globale. E soprattutto noi.

Comincio a credere che ci sia anche l'invidia a muovere la sorti della Storia: i paesi freddi hanno più lavoro, sono più ricchi, non hanno avuto invasioni (e chi cavolo ci sarebbe andato in posti piovosi, freddi, natura assente o paesaggi sciapi e monocolore, pochi prodotto agricoli..Perfino i Romani si fermarono davanti alla Scozia, ma chi gliela faceva fare!) si potevano solo concentrare sul lavoro (i Protestanti si sono pure inventati la prescenza e la predestinazione per avvalorare il fatto che se lavori bene Dio ti ama e tutto ti va bene nella vita, quindi il successo nel lavoro è garanzia di Paradiso nell'aldilà, ecco perché tutti si danno al lavoro, vogliono sapere se meritano il paradiso!) mentre i paesi del mediterraneo ad esempio, caldi, paesaggi meravigliosi, una storia millenaria e affascinante, agricoltura fiorente, sono stati colonizzati, schiacciati, derubati; si sono avvicendati padroni diversi che hanno imposto la loro cultura (ancora ne viviamo le tragiche conseguenze, compresa la non capacità di essere un unico popolo che sa gestire la democrazia, e il Mezzogiorno ancora crede alla Provvidenza che vede e provvede, - nemmeno la religione ci ha aiutato, anzi ci ha affossato nel peccato e nel mito “Sofferenza è bello”- che poi è diventata politica di assistenzialismo e mafia) e ci dichiarano poveri, inadatti all'economia, ci dobbiamo piegare e svendere...In realtà sono solo verdi d'invidia, vogliono vendicarsi, derubarci, schiacciarci. Come hanno sempre fatto.
Per forza: se gli Italiani capissero davvero quanto vale il loro paese e le sue potenzialità, se fossimo guidati da una vera classe politica abnegata al suo lavoro, saremmo tra i popoli più ricchi del mondo, in senso monetario ma anche culturale, un faro per il mondo. Expo è l'esempio più eclatante: l'Italia può essere davvero il centro della migliore alimentazione e si può permettere non solo di vendere i suoi prodotti ma anche di accogliere altre culture, peccato si tratta solo di un costosissimo parco giochi con effetti speciali, mentre di scienza dell'alimentazione, di politiche di sostenibilità, ricerca per il bene comune, tutela dei cibi veri, aiuto e conoscenza vera di altre culture, nulla. Nulla.
L'Expo non doveva essere magniloquente solo in apparenza, ma nella sostanza. Ma ormai ha vinto il “cinema americano”: racconta piccole storie con grandi mezzi, mentre noi una volta raccontavamo grandi storie seppure con piccoli mezzi. Ci siamo svenduti anche in questo. Poveri idioti.
Tutti d'accordo che “Cretino è bello”?! Molti popoli si sono arricchiti vendendo fumo, abbassando il livello delle masse. Se non ho niente ma voglio comandare devo fare in modo che tutti siano idioti e credano che l'idiozia sia la grande bellezza, la grande sostanza. Con effetti speciali.
Ci sono riusciti, la musica stessa lo dimostra.
L'invidia è ciò che muove tutti i micromondi degli ambienti di lavoro, anche quelli culturali purtroppo. Invece di esserci stima tra colleghi, c'è l'invidia anche in assenza di possibilità di carriera, e non solo: il lavoratore bravo è affossato, non deve emergere, è chiamato presuntuoso, si deve livellare per parare il culo a quelli che non sanno lavorare e che in quel modo verrebbero scoperti.

Invito alla riflessione anche su un altro fatto: sono diventati colossi economici dei popoli carenti di una vera Storia, mentre i popoli che la Storia indica da sempre come i più sviluppati, sono ora merce di scambio, schiavi di un'economia basata sul debito e senza scrupoli, quando non stuprati da guerre.
Parallelamente, alcuni popoli schiacciati dalla politica coloniale, si stanno ribellando; alcuni sono in testa alle classifiche mondiali per ricchezza e tecnologia (Cina, India) ma si sono arricchiti con lo sfruttamento dei loro stessi popoli. Una vendetta paradossale.
E non dimentichiamo che c'è ancora la guerra, c'è ancora l'infanzia negata, il cancro (andiamo su Plutone ma la cura non si trova...), l'AIDS..
Tutte tragiche invenzioni e creazioni delle grandi multinazionali? Questa è una mia riflessione, condivisibile o meno.

Poi ci si sono messe pure le religioni a dividere intelligentemente i popoli: i capi religiosi avevano già capito che la fede era un grimaldello fondamentale per smuovere le masse, unirle, ed ecco che oggi qualcuno si inca**a, e diventa terrorista. Eppure abbiamo visto tutti che si tratta di invasati senza alcuna fede vera, drogati e schiavi dello stesso sistema che vorrebbero far saltare in aria. Che siano anche l'11 settembre e l'ISIS tragiche creazioni delle multinazionali che ancora finanziano le armi proprio a quei paesi che ci incutono tanto terrore?

Gli Italiani non sono ancora un popolo, (con buona pace di Cavour, Garibaldi e Mazzini) sono razzisti tra nord e sud, e nel loro piccolo vivono la macro situazione del mondo: il nord ricco, il sud povero. Ma anche qui, è possibile paragonare la qualità della vita a Milano (un clima osceno, grigiume ovunque, ma c'è il lavoro, mi correggo, c'era..) paragonata a quella di Giardini Naxos? Al sud dovrebbero essere straricchi e felicissimi (magari lo sono, ma nella stragrande maggioranza dei casi si pappa tutto la mafia, è il microcosmo di un macrocosmo mondiale: la res pubblica affidata a poche famiglie...) solo per la qualità dei prodotti alimentari, i paesaggi, la cultura, i musei, gli edifici storici, i siti archeologici...
Ma si preferisce attendere lo stato (una traslazione filosofica della Provvidenza), e far migrare i giovani!

E parliamone una buona volta anche di sessualità:alcuni paesi hanno una vera cultura sull'argomento, vivono il tutto con tranquillità, come sfera integrante della vita. Non hanno evidentemente il Vaticano, la loro scelta sessuale è frutto di riflessione e di vita quotidiana vissuta serenamente, e scelta consapevolmente.
In Italia abbiamo avuto delle vere e proprie lotte per questo, per liberarci da tabù, coercizioni societarie e pregiudizi, ma … nel nostro paese non poteva, per ragioni storiche precise e culturali, attecchire la forma giusta della sessualità, ed ecco che i nostri maschi perdono gli attributi, quando non si trasformano in assassini, non sanno più gestire i rapporti di coppia; e molte donne si svendono come meretrici credendo che quello è il modo per affermare la parità, quando non addirittura per trovare lavoro! In sostanza il principio giusto esportato ha solo devastato equilibri già precari nella mentalità comune: omofobia, no alle coppie gay, razzismo vario.. Anche il mondo del lavoro ruota su queste incongruenze con conseguenze talmente radicate che non mi sembrerebbe possibile guardare la televisione se non vedessi continuamente sesso, doppi sensi perfino nelle pubblicità e persone che si spogliano per lo share, a tutti i livelli. Perché sesso vende. Anche nella musica, purtroppo.
Le "chewingum girl" (come le chiamo io) non venderebbe così tanto se non fossero sempre mezze nude, perché la loro voce e il loro messaggio è il nulla.

L'Italia (dopo aver resettano completamente tutta la classe politica) dovrebbe uscire non solo dall'Europa ma mandare a stendere il mondo intero definito ricco: accogliere (e in questo pure siamo i migliori, perché siamo ancora umani, aiutiamo anche al di sopra delle nostre possibilità, siamo un popolo che ha sofferto e siamo pietosi – pietas latina- verso chi è meno fortunato di noi) non vuol dire fare lo scendiletto (cosa in cui sono bravissimi i nostri politici) dell'Europa e del mondo.
L'Italia e gli Italiani hanno dimenticato la dignità, e ne avrebbero da metter tutti in silenzio!
Vuoi vedere il nostro paese, vuoi i nostri prodotti, pagare!
Vuoi vedere le nostre chiese, i nostri musei, i nostri siti archeologici? Vestiti decentemente e appena non ti sai comportare e non apprezzi, fuori senza complimenti!
Ho visto una straniera con un cofano enorme coperto da un calzoncino (cravatta) a pois che buttava il pannolino sporco del figlio in un'anfora a Pompei. E il cinese arricchito che urina all'aperto di giorno ai fori imperiali? Ho anche quello nella collezione.
Ho visto come si comportano i borghesucci europei, ne ho visti di giovani maleducati e svaccati per terra nelle nostre stazioni, che mangiano e fanno cadere il sugo della pizza..Se vado io a Parigi o a Dusseldorf e mangio per terra alla stazione, mi arrestano! E invece da noi va sempre tutto bene, manco dovessimo pure ringraziare il padrone per essere venuto a farci visita!
Devi vedere come si mettono sull'attenti quando gli fai notare che l'Italia non è una cloaca!
Beh, dovrebbero farlo notare anche i nostri parlamentari.
Non le voglio le arance spagnole se questo vuol dire distruggere le spettacolari arance siciliane! Ce le mangiamo noi, piuttosto!
E la scuola lasciatela com'è: piantiamola con gli esempi esteri, tanto in Italia attecchisce solo il peggio delle altre culture! Dilettoso orrore compreso!
Infatti sono stati importati quei fenomeni osceni delle scuole all'estero, dove i ragazzini girano liberi per le scuole, possono seguire programmi seri solo se vanno in scuole private, pensano solo al bullismo e al sesso: i nostri ragazzi invece hanno ancora voglia di studiare seriamente, senza che le famiglie paghino con gli organi interni, e sono preparati; la scuola pubblica funziona benissimo dal punto di vista culturale. Ma in nome di San Soldo distruggeranno anche l'Istruzione. Il governo attuale lo sta già facendo, e nemmeno lo abbiamo votato.
I nostri giovani non se ne devono andare dall'Italia. Perché noi li formiamo per il bene del nostro paese.
Qui hanno diritto di lavorare, non all'estero ad arricchire gli altri!

Se cambiassimo completamente idea sul nostro paese, vedessimo davvero quanto vale e quante potenzialità ha, se avessimo più fiducia nella nostra Storia, nella nostra cultura, nella classe che trasuda pure dai nostri artisti, beh, la finiremmo di svenderci o di "immafionirci" e arrangiarci, tutti la smetterebbero di dirci poveri e fessi, inizieremmo a vivere davvero, a crescere. Ripeto: accogliere non vuol dire fare lo scendiletto. Su questo bisognerebbe che molti riflettessero a lungo.
Non a caso l'Europa, di fronte alle ondate ingestibili di poveri migranti, ci ha detto: “Arrangiatevi, non è quello che sapete fare meglio?”
Sarebbe ora di dare una lezione pacifica ma dignitosa a questi padroni.


In campo musicale, traslando il tutto, vanno per la maggiore i pezzi di musica leggera, soprattutto emerite ***, senza alcuna struttura armonica interessante, melodie ripetitive, sparlano di quotidianità (guai se manca il sesso) spesso in lingua straniera, nemmeno capiscono il testo i nostri ragazzini, mentre la vera musica con una storia e un pensiero critico intelligente (anche leggera perché no, la mia non è una preclusione di generi) è messa all'angolo, troppo pesante... In Italia, nel mondo della canzone leggera, non abbiamo che pochissimi autori decenti che lavorano, mentre ne conosco tanti e bravi che non lavorano e che scriverebbero (e hanno già scritto nell'indifferenza totale) dei pezzi meravigliosi. Ma le discografiche non si smuovono, e danno al popolo, che desidera leggerezza e ignoranza, esattamente quello che vogliono. Cretino vende, la loro “conditio sine qua non”.

L'invidia degli idioti?

Al diavolo! A nome dei popoli schiacciati e dei musicisti di qualità.

Source Il Senso · Date Jul 18, 2015