Beethoven in concerto

Pesaro, Teatro Rossini, 19 febbraio 2017

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Created by Paola Cecchini · Review

Ottavo appuntamento della 57a stagione musicale organizzata da Ente Concerti di Pesaro, unitamente al Comune ed alla Regione Marche.
Ieri 19 febbraio, la F.o.r.m. -diretta dal suo direttore principale, l'olandese Hubert Soudant - ha dedicato l'intero programma di sala al grande Beethoven (Bonn 1770 – Vienna 1827), accompagnando nella prima parte della serata una solista d'eccezione, la violinista giapponese Yuzuko Horigome, nel Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 61, composto dal musicista nel 1806, durante uno dei periodi più fertili della sua produzione. .
Dedicato all'amico d'infanzia Stephan von Breuning, il Concerto fu eseguito per la prima volta al Theater an der Wien alla vigilia del Natale 1806 dal violinista e direttore d'orchestra Franz Clement che probabilmente aveva anche commissionato l'opera.
L'esecuzione non ebbe il successo che Beethoven si aspettava, anche perché Clement aveva inserito proprie variazioni già nella prima parte dell'opera che venne così dimenticata ed abbandonata dal compositore che non volle apportarvi alcuna modifica. Fu una successiva esecuzione postuma ad opera di Felix Mendelssohn nel 1844, a dare alla stessa il successo che meritava: il violinista era l'ungherese Jóseph Joachim, famoso per la sua tecnica eccelsa.
Fu una fortuna perché Il concerto rappresenta oggi una delle pagine più alte del genio musicale del grande compositore, sia per la sua intrinseca bellezza che per i dialoghi di carattere intimo che si sviluppano tra il violino solista e l'orchestra nel corso dei tre movimenti. Proprio per il particolare fascino, il concerto figura nel repertorio dei maggiori violinisti internazionali.
Yuzuko Horigome non ha deluso le aspettative. Minuta in un abito da sera fino a terra, caschetto di capelli neri spruzzato di bianco, ha suonato con grande partecipazione dando tutta se stessa (forse per questo, nonostante i prolungati applausi, non ha voluto concedere alcun bis come gli artisti fanno di solito).
Yuzuko conosceva già la nostra regione. Era nelle Marche nel settembre scorso in occasione del IV Festival 'Horigome in Italia', ideato dall'associazione onlus 'Residart' (ospitalità in famiglia di artisti stranieri) e patrocinato dall'Assemblea Legislativa delle Marche che ne ha riconosciuto 'le molteplici affinità con la nostra regione poiché unisce musica, cultura e accoglienza', come ha commentato in merito il presidente dell'Ente, Antonio Mastrovincenzo.
Il Festival è stato organizzato in 10 giorni di masterclass (con 14 allievi provenienti da USA, Giappone, Taiwan, Belgio, Paesi Bassi, Francia, Slovenia, Italia, Polonia, Portogallo, Regno Unito) e 8 concerti (Camerata Picena, Agugliano, Ancona, Polverigi) per concludersi ad Osimo, nell'ambito del 150° anniversario delle relazioni fra l'Italia e il Giappone, alla presenza dell'ambasciatore nipponico in Italia.

Il secondo tempo della serata è stata dedicato alla Sinfonia n. 6 in fa maggiore, op. 60, conosciuta come 'Pastorale'. L’opera (della durata di 40 minuti) fu concepita probabilmente nel 1802, anno in cui era stato eseguito per la prima volta l’oratorio di Haydn, Le Stagioni, nel quale erano descritti paesaggi e vita campestre.
Amante della natura, Beethoven non si lasciò sfuggire l’occasione di comporre un lavoro a sfondo pastorale ma alla forma dell’oratorio, preferì quella sinfonica per non subire imposizioni da alcun testo letterario. In questa sinfonia, tuttavia, non si limitò ad una semplice descrizione di luoghi ameni ma si propose -come egli stesso scrisse- di far sì che la natura fosse in grado di manifestare i propri sentimenti. Volle porre un sottotitolo all'opera, che chiamò 'Pastorale', così come aveva fatto precedentemente con la Sinfonia n.3 (Eroica) ma per evitare dubbi in merito al fatto che i temi della sinfonia non erano per nulla descrittivi, volle aggiungere al sottotitolo: 'più espressione del sentimento che pittura'.
Egli stesso annotò, inoltre, che l’ascoltatore doveva essere capace di scoprire da sé le varie situazioni e formarsi un ideale di vita campestre senza bisogno di ricorrere a titoli per risalire con l’immaginazione alle intenzioni dell'autore.

Dedicata al principe Lobkowitz ed al conte Rasumovsky, la sinfonia fu iniziata nell’estate del 1807 e terminata nel maggio dell' anno successivo. Fu eseguita per la prima volta, sotto la sua direzione, insieme alla Quinta e ad altri lavori in un lunghissimo concerto tenutosi al Teatro di Vienna il 22 dicembre 1808. Il manoscritto originale si trova nella Beethovenhaus (Bonngasse 18), la piccola casa che ho visitato l'anno scorso, dove il compositore è nato: racchiude un museo, una biblioteca ed un prezioso archivio digitale con manoscritti, prime edizioni autografe e lettere. Si tratta di 6100 documenti, 1600 file audio, 7600 file di testo, materiale prezioso da vedere ed ascoltare per chi apprezza ed ama il compositore, ultimo rappresentante di rilievo del classicismo viennese, indubbiamente uno dei più grandi compositori di tutti i tempi, tanto da essere annoverato anche tra i più grandi geni della storia della musica.

Date Feb 19, 2017