Una Manon Lescaut di Puccini splendida al Petruzzelli, con la puntuale direzione di La Malfa ed una eccellente Piscitelli nel ruolo eponimo.

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E' stata una eccellente Manon, quella andata in scena ieri al Petruzzelli di Bari, quale secondo spettacolo della stagione Lirica. Il sovrintendente e direttore artistico, Massimo Biscardi ha fatto bene a riproporla dopo anni di silenzio, per farla riascoltare al folto pubblico barese (e ieri alla "Prima" c'era, va detto, un numeroso pubblico di appassionati) in tutta la sua lucente bellezza melodica. Un Puccini in grande spolvero nei momenti decisivi dell'opera si è fatto apprezzare per la bella resa dell'orchestra del Petruzzelli, diretta benissimo dal giovane maestro Giuseppe La Malfa, e che ha suonato divinamente, mettendo in luce tutte le parti più salienti, interessanti e coinvolgenti dell'opera. Ottima anche la regia di Medcalf, che arrivava dal Regio di Parma, con le sue moderne novità sceniche, ed esemplare la prova del Coro del Teatro, diretto con professionalità da Fabrizio Cassi, che ha messo in luce tutte le sue esemplari qualità canore e le spigliate abilità sceniche nel corso dell'opera. Dal punto di vista canoro, esemplare e di eccellente livello,la prova del soprano di Giovinazzo, Maria Pia Piscitelli, che dopo diverse belle prove in Teatri sudamericani, ha debuttato il difficile ruolo qui a Bari, evidenziando una straordinaria bravura, nelle arie principali e negli efficaci duetti, in cui ha dovuto vedersela con un Des Grieux in buona forma canora, ma non altrettanto felice nell'intonazione, come nei passaggi di registro medio-acuto non sempre all'altezza del ruolo. Francesco Anile, ha superato la prova, senza infamia, e senza lode, costruendo un personaggio romantico ed appassionato, ma non approfondendo lo spirito e la sensibilità pucciniana tipica dell'opera. Comunque, ritornando all'ottimo livello scenico dell'allestimento, vanno rimarcate le scene ed i costumi molto opportuni di Jamie Vartan (con un appropriato disegno luci di Simon Corder) e l'eccellente scena degli specchi nel secondo atto, resa col giusto spirito Rococò dagli interpreti, tutti credibili e bravi. Tra i cantanti, vanno sottolineate le buone prove di Lescaut (un valido Leo An) e di Geronte (uno splendido Domenico Colaianni, ancora una volta vocalmente sorprendente e credibile (in una parte per lui assolutamente difficile, ma superata a pieni voti).
Infine, va detto, uno spettacolo che ha incantato il pubblico presente, riscuotendo applaus a scena aperta ed un clamoroso successo alla fine. Repliche da lunedì 6 marzo, con il doppio cast vocale al lavoro quotidianamente sino al 13 marzo, alle ore 20.30.

Source L'orecchio di Dioniso · Date Mar 5, 2017