My Way: Nicola Alaimo canta Sinatra

Pesaro, Teatro Rossini, 12 maggio 2017

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Created by Paola Cecchini · Review

Chi non conosce 'My way' o non l'ha mai cantata?

‘And now, the end is near
And so I face the final curtain
My friend, I'll say it clear
I'll state my case, of which I'm certain!'

E' stata, tra l'altro, la canzone scelta dal neo presidente degli Usa Donald Trump, quale colonna sonora del suo ballo con la moglie il giorno dell'insediamento alla Casa Bianca.
‘My way’, la canzone incisa nel 1968 da Frank Sinatra e divenuta una delle più rappresentative del suo affollatissimo repertorio, è uno dei pezzi più eseguiti al mondo: oltre duemila incisioni tra cui quella di Elvis Presley, Mireille Mathieu, Sid Vicious, Nina Hagen, Luciano Pavarotti e più recentemente Michael Bublé, soltanto per citarne alcuni.
Fu scritta da Paul Anka sulle note di ‘Comme d'habitude’ di Claude François, il cui figlio (Claude François Jr.) percepisce circa 750 000 euro l'anno, quale detentore dei diritti d'autore del pezzo dopo la morte del padre.

La canzone dà il titolo allo spettacolo andato in scena venerdì al ‘Rossini’ di Pesaro (replicato sabato al ‘Pergolesi’ di Jesi) ed ha racchiuso i maggiori successi di Sinatra che -forse è il caso di ricordare- ha cantato oltre 2200 brani, pubblicato più di 60 album e venduto oltre150 milioni di dischi, nel corso di un’ attività durata ben 63 anni (dal 1932 al 1995, allorché tenne il suo ultimo concerto dal vivo).
Per onorare ‘The Voice’, l’Orchestra Sinfonica Rossini -che organizza e gestisce la rassegna ‘Sinfonica 3.0.- ha scelto un cantante ormai famoso dovunque, che da tre anni fa risiede nella nostra città, vicino di casa della star Juan Diego Florez. Reduce dal recente successo monegasco per il ruolo del Conte di Luna ne ‘Il trovatore’, la sua carriera si sta sviluppando in questi anni tra i teatri più importanti al mondo, dal Teatro alla Scala di Milano al Metropolitan Opera di New York, dal Convent Garden di Londra all’Opéra Bastille di Parigi.

Sto parlando di Nicola Alaimo, insignito l’anno scorso del prestigioso Premio Abbiati.
Confesso di essere rimasta un po’ perplessa quando, mesi addietro, ho letto il programma della ‘Sinfonica’: apprezzo molto Alaimo (tra l’altro simpaticissimo) ma è difficile dimenticare che è un baritono (peraltro verdiano) e la sua voce è impostata su altre tonalità e soprattutto su altri registri, mentre Sinatra è comunque un cantante di musica leggera: un’altra cosa.
E’ indubbio che le canzoni di Sinatra hanno rappresentato per lui ‘una sfida artistica ed un momento di relativa spensieratezza’, come ha raccontato. Il progetto, infatti, nasce da un'interpretazione di ‘My way’ fatta per gioco al termine di una cena tra amici la scorsa estate. Il successo riscosso tra i convitati fu tale che iniziò a ronzare nella testa del cantante e di Saul Salucci (presidente dell’Orchestra) l'idea di realizzare un'intera produzione su quel ‘divertissement’ che è infine diventata realtà.

Il programma della serata ha spaziato lungo tutta la carriera di Sinatra proponendo alcuni dei brani entrati ormai nell’immaginario collettivo trasversale di tutte le generazioni, tra cui ‘Moon River’, ‘Forget Domani’, ‘New York New York’ e ‘More’, capolavoro di Riz Ortolani che Sinatra incise accompagnato dall’orchestra di Count Basie su arrangiamento swing di Quincy Jones nell’album ‘It Might as Well Be Swing’.
E’ stato coadiuvato in due occasioni da un partner d’eccezione, il soprano Silvia Tortolani, sua moglie, mentre l’Orchestra è stata diretta per l’occasione da Pasquale Corrado (giovane bacchetta di grande talento insignita nel 2011 del Premio Petrassi).
Mi sono dovuta ricredere alla grande: bel concerto, apprezzato da tutti i presenti.

Alaimo è nato a Palermo nel 1978 da una famiglia amante della musica : lo zio Vincenzo è corista alla ‘Scala’, lo zio Simone vinse il Concorso ‘Callas’ nel 1980 e ora insegna, la sorella Anna Rita è corista del ‘Massimo’ dal 1992, la nonna paterna gli insegnò i primi rudimenti musicali. Ovunque si giri, il simpaticissimo Alaimo -che ha vinto giovanissimo il concorso ‘Giuseppe Di Stefano’ a Trapani - ha parenti che cantano e suonano. Artista apprezzatissimo nello scenario internazionale, è diventato un punto di riferimento anche per il Rossini Opera Festival dove ha interpretato Dandini ne ‘La Cenerentola’ (2010), Bartolo ne ‘Il Barbiere di Siviglia’ (2011), Aliprando in ‘Matilde di Shabran’ (2012), il ruolo del protagonista in ‘Guillaume Tell’ (2013), Pomponio ne ‘La Gazzett’a (2015) e Geronio ne ‘Il Turco in Italia’ (2016),
Lo vedremo prossimamente ne ‘Torvaldo e Dorliska’ (2017) nei panni del Duca d'Ordow.

Date May 12, 2017