Blowing up: ritorno alla swinging London

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Created by Paola Cecchini · Review

A Londra, un fotografo di moda crede di aver visto (e fotografato) un omicidio. Cerca di arrivare alla soluzione del mistero ma non ci riesce: la realtà ha molte facce e persino un'immagine impressionata su lastra, gli sfugge.
Il film parte come un ‘mistery’ ma si rivela ben presto una fascinosa meditazione sul divario (ammesso che ci sia) fra realtà e fantasia. E’ la trama di ‘Blow up’, corredata dalla portentosa fotografia di Carlo di Palma che catturò gli scorci più suggestivi della Londra dei favolosi Anni Sessanta.

‘Blow up’ (ispirato al racconto ‘Le bave del diavolo’ dell'argentino Julio Cortazar) è - assieme a ‘La notte’- l’opera più premiata di Michelangelo Antonioni : ottenne numerosi riconoscimenti per l’opera e la regia tra cui quelli del ‘National Society of Film Critics Awards’ (1967), del ‘Kansas City Film Critics Circle Awards’ (1968), del ‘French Syndicate of Cinema Critics’ (1968), oltre alla più prestigiosa ‘Palma d’oro’ al festival di Cannes nel 1967.
Per ricordare questo film, l’Ente Concerti di Pesaro ha dedicato il primo appuntamento di ‘Interludio 2017’ (la rassegna estiva che organizza annualmente) ad un progetto speciale, ideato da Eugenio Giordani e Marco Salvarani (con la collaborazione di Roberto Vecchiarelli ed il patrocinio dell’ Associazione dedicata al regista ferrarese) volto a rileggere l’opera sotto il profilo musicale e visivo.

Un gruppo di sei musicisti (Giacomo Uncini, Filippo Sebastianelli, Eugenio Giordani, Luca Pecchia, Marco Salvarani e Gianluca Nanni) ha eseguito dal vivo ed integralmente i brani composti dal jazzista Herbie Hancock, che eseguì la colonna sonora del film affiancato da illustri colleghi, tra cui Freddie Hubbard e Jim Hall. Il gruppo ha fatto rivivere le composizioni musicali attraverso una complessa e paziente operazione di decodifica e ricostruzione del testo sonoro, la cui partitura non è mai stata pubblicata.
La rilettura del film sotto il profilo visivo, invece, parte essenzialmente da un’ operazione di found footage, (letteralmente ‘il girato ritrovato’) che ricostruisce creativamente, utilizzando i materiali del film, un’immagine dell’habitat culturale, storico e sociologico della Londra di quegli anni.

In un articolo pubblicato il 15 aprile 1966, il noto quotidiano ‘Times’ ‘riordinò quanto era successo negli ultimi tempi’, soffermandosi nelle vie dello shopping alternativo (intorno a Carnabie Street, nel quartiere di Soho). Coniò così il termine ‘swinging London’, la città che fluttua (da ‘to swing’, dondolare, oscillare). Era un ‘movimento’ iniziato in punta di piedi, con il 45 giri (‘Love me do’ e ‘I love you’ sul lato B) di una semi-sconosciuta band (Beatles) composta da quattro ventenni ed un filmetto d'azione (‘Agente 007, licenza di uccidere’), girato a basso costo e con poche pretese artistiche.

Nel video, a cura di Roberto Vecchiarelli e Mariangela Malvaso, proiettato contemporaneamente all’esecuzione della musica ed in stretta connessione con quest’ultima, vi figurano spezzoni del film tra cui il famoso ‘amplesso fotografico’ con la splendida Veruschka, per tutti ‘la modella con la M maiuscola’, quella che negli anni '60-70 ha dettato i canoni della bellezza femminile. Non manca, ovviamente una carrellata veloce sulla città della moda: l’atelier di Mary Quant, inventrice della minigonna; Biba, il negozio di Barbara Hulanicki (la regina degli Anni 60 in Italia), quello del camiciaio Ben Sherman, dei famosi parrucchieri Vidal Sassoon e Leonard, oltre al Maryon Park di Charlton dove il delitto viene casualmente fotografato dal protagonista del film.

Alla serata è intervenuta anche Elisabetta Antonioni che presiede l’Associazione dedicata allo zio, che ci ha letto alcune lettere scrittale da quest’ultimo durante la lavorazione del film e dopo le varie premiazioni.
Non erano moltissimi gli spettatori ma tutti -estremamente interessati all’argomento- hanno applaudito lungamente i musicisti. Dopo tanti anni, la musica è apparsa tutt’altro che demodé.
Un’iniziativa indubbiamente interessante, che esula dalla consueta offerta musicale di questi tempi.
La rassegna proseguirà con il concerto dell’arpista Alisa Sadikova (12 agosto), quello del baritono Nicola Alaimo (16 agosto), per concludersi con quello del sassofonista Federico Mondelci accompagnato dall’ Italian Saxophone Orchestra il 18 agosto.

Date Aug 9, 2017