Tutti d'accordo per 'Torvaldo e Dorliska': meritato successo per l'ottimo cast e la bella musica

Rossini Opera festival, Teatro Rossini, 15 agosto 2017

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Created by Paola Cecchini · Review

Una cosa salta all’occhio in questa trentottesima edizione del Rossini Opera Festival (10-22 agosto): il cast di tutte le opere in programma sembra essere stato scelto molto attentamente, perché è sempre e comunque all’altezza della situazione.
Così è avvenuto anche per la terza opera in programma al teatro Rossini, 'Torvaldo e Dorliska' (12, 15, 18, 21 agosto) che vanta stelle di prima grandezza nel panorama musicale quali il baritono Nicola Alaimo, pesarese d’adozione, imponente nella figura e nella voce (nei panni del duca di Ordow); il basso napoletano Carlo Lepore nei panni di Giorgio, custode del suo castello (in scena malgrado un infortunio ad un braccio) e la bella e brava Salome Jicia, prossima Semiramide pesarese nel 2019. Ad essi si uniscono i giovani provenienti dall’Accademia Rossiniana: il tenore russo Dmitry Korchack nel ruolo del titolo, Filippo Fontana e Raffaella Lupinacci.
Curata fin dagli inizi dal M° Alberto Zedda (a cui questa edizione è dedicata), l’Accademia è stata gestita quest’anno da Ernesto Palacio, direttore artistico del Rof, dopo la morte del musicologo milanese a cui Pesaro resta grata per il lungo e pregevole lavoro prestato a favore della nostra città e per la sua squisita ed indimenticabile simpatia.
Buona prestazione anche per Francesco Lanzillotta, al suo felice debutto pesarese sul podio dell'Orchestra Sinfonica Rossini, ha diretto con maestria anche il coro del Teatro della Fortuna di Fano (M° Mirca Rosciani).

Dramma semiserio in due atti su libretto di Cesare Sterbini, 'Torvaldo e Dorliska' fu scritta per il Teatro Valle di Roma dove fu messa in scena per la prima volta il 26 dicembre 1815 (l'autografo, proveniente dai fondi del Conservatorio, è custodito presso la Bibliothèque Nationale di Parigi).
Tipica ‘pièce à sauvetage’ - dove una persona innocente e perseguitata soltanto alla fine viene salvata miracolosamente dopo un'incredibile serie di vicissitudini - fu un’opera significativa per il ventiquattrenne Rossini, perché segnò la prima collaborazione con il romano Cesare Sterbini, che di lì a poco avrebbe firmato il libretto del ‘Barbiere di Siviglia’ (1816) contribuendo al suo grande successo.
E’ noto che Gioachino, oberato dai contratti capestro che firmava, ‘riscaldava gli avanzi’ come era solito dire: faceva spesso ricorso a vari auto-imprestiti, utilizzando pagine già scritte per altri titoli, oppure avvantaggiandosi di spunti che avrebbe ripreso e sviluppato successivamente: in ‘Torvaldo e Dorliska’ figurano arie della futura ‘Cenerentola’ (1817).

L’allestimento, datato 2006, è firmato da Mario Martone che, com’è noto, mira e riesce a rendere l’opera lirica attuale e vicina allo spettatore moderno: per l’occasione ha creato una mini platea sul palco con il pubblico vicinissimo ai personaggi in scena che entrano ed escono da ogni parte del teatro e, muovendosi indifferentemente sui due livelli scenici, danno vita a cruenti duelli ed alla rivolta popolare che conclude l’opera e che segna la fine del tenebroso duca : disarmato ed inseguito dagli insorti, sconvolto fin quasi a perdere il senno, accusa tutti di tradimento e viene infine condotto via in catene.
Quest’opera ha messo d’accordo tutti: ottimo ed applauditissimo cast, nessuna critica alla partitura musicale (come è avvenuto per ‘La pietra del paragone’) né all’allestimento (come occorso per la scenografia stravagante de 'La Fura dels Baus’ ne ‘Le siège de Corinthe) : al pubblico è piaciuta molto la regia rassicurante e ‘tradizionale’ (talvolta anche troppo) di Martone che ha scelto di raccontare la storia in modo asciutto ed essenziale, perfettamente leggibile a tutti, supportato dai fastosi costumi di Ursula Patzak e dalla scenografia geniale di Sergio Tremonti (progetto luci di Cesare Accetta).

Date Aug 15, 2017