MiTo - Nord

Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia - Mikko Frank - Truls Mørk

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Created by Luca Di Giulio · Review

L’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia torna ospite del Festival Mito sotto la direzione del giovane Maestro finlandese Mikko Franck con un programma dal titolo Nord con musiche di Sibelius, Rautavaara e Čajkovskij.
Il concerto comincia con il poema sinfonico di Jean Sibelius Finlandia op.26 n.7. Si tratta di un quadro che suggerisce il paesaggio nordico finlandese ma che poi si tramuta in un grandioso corale che incarna lo spirito e l’identità nazionale finlandese. L’esecuzione di Franck si caratterizza per un notevole spessore sonoro, l’impasto degli archi è denso tuttavia il fraseggio non ne risente: il direttore finlandese mette ben in evidenza alcune interessantissime linee secondarie soprattutto nella sezione delle viole. Nello straordinario corale finale appare in splendida forma anche la sezione degli ottoni: trombe, tromboni e corni. La gestione delle dinamiche è molto curata e i fortissimi sono veramente pieni senza però andare a scapito della qualità del suono evitando il comune errore di varcare la sottile linea di demarcazione tra suono e rumore.
Dopo Sibelius è il turno di un altro compositore finlandese: Einojuhani Rautavaara (1928-2016). Stiamo parlnado di una delle più grandi figure del panorama culturale finlandese del ventesimo secolo sia dal punto di vista artistico che istituzionale: compositore prolifico e docente all’Accademia Sibelius di Helsinki. Il brano in programma è il secondo concerto per violoncello e orchestra “Towards the Horizon” (2008-09): solista il violoncellista norvegese Truls Mørk, dedicatario del concerto. Si tratta di un concerto definibile come paesaggistico. A “un sentimento di lontananza (un fraseggio del violoncello nel registro più acuto) […] Rautavaara […] ha opposto un elemento più vicino, terrestre, che si riconosce facilmente nella dinamica più vigorosa dell’orchestra” come scrive Stefano Catucci nelle note di sala. Con il passare dei minuti questo aspetto terrestre scompare lasciando spazio ad ampissimi spazi sonori, a piatte lande nordiche che creano un profondo spazio per l’anima.
Dopo numerose uscite e scroscianti applausi, Mørk concede un bis: El cant dels ocells, canto catalano, nella trascrizione per violoncello solo di Pablo Casals.
La Sinfonia n.5 op.64 di Čajkovskij chiude il programma della serata. La quinta appartiene al gruppo delle tre ultime sinfonie che potremmo definire del “fato” (4a, 5a e 6a) ed è percorsa dall’inizio alla fine dal tema del destino, presentato in principio di primo movimento dai clarinetti e che ricorrerà in tutti e quattro tempi. La direzione di Franck ha un approccio piuttosto asciutto, ma non asciutto come il Čajkovskij di Dorati o Jansons, con tempi tiratissimi e suono tagliente, l’asciuttezza qui serve per evitare quella retorica e quel suono rutilante che troppo spesso hanno ammorbato le sinfonie di Čajkovskij. La scelta dei tempi poi è molto libera, a volte, in certi dettagli, forse fin troppo, in particolare nei tempi centrali e nel finale del quarto movimento. Il tentativo di liberarsi di tutta la patina retorica e ormai storicizzata per buona parte degli interpreti, però appare perfettamente riuscita. Dopo il folgorante finale e il conseguente fragoroso applauso Mikko Franck e l’orchestra concedono un incredibile ed intensissimo Valse Triste di Sibelius come bis.

Date Sep 5, 2017