L'archeggio virtuosistico di Ziyu He inaugura la Stagione della Società dei Concerti di Trieste

Al fianco del musicista diciottenne l'ispirata pianista Cristina Santin

Details

Created by Dejan Bozovic · Review

L'ex wunderkind, appena entrato nella maggiore età, Ziyu He ha fatto quest'anno il debutto al Musikverein Viennese diventando così il più giovane solista nella storia di questa istituzione. La sua carriera, iniziata a cinque anni, ha avuto la prima svolta sei anni dopo, quando si è trasferito a Salisburgo, dove è tuttora residente, per studiare al Mozarteum con Paul Roczek, e la seconda nel 2016, dopo le vincite ai prestigiosi concorsi internazionali, tra cui “Mozart Competition” e “Yehudi Menuhin Competition” di Londra.
Per inaugurare la Stagione della Società dei Concerti di Trieste, He sceglie un programma che - con una sola eccezione - mette in risalto le sue ragguardevoli doti esecutive, portando in secondo piano i tratti predisposti ad una futura maturazione. “Destinata ai giovani”, secondo le parole dell'autore stesso, la Sonatina in sol maggiore per violino e pianoforte op. 100 di Dvořák rivela immediatamente l'archeggio tecnicamente inappuntabile e nel contempo elegante, fluido e brioso del violinista cinese. Ma il forbito virtuosismo di He esplode pienamente nella seconda parte della serata in cui affronta con ammirevole disinvoltura e precisione l'Havanaise di Saint-Saëns, il Caprice Basque di Sarasate (entrambi i pezzi per violino e pianoforte) e l'Introduzione e variazioni in sol maggiore per violino solo composte da Paganinisul tema “Nel cor più non mi sento” da “La Molinara” di Paisiello.
Il musicista scioglie la profusione delle difficoltà nelle partiture con totale naturalezza, senza alcuna fatica apparente, curando attentamente e costantemente il suono dello splendido Stradivari “Schneiderhan” del 1715. All'eloquio, tuttavia, mancano ancora la qualità metamorfica e le sfaccettature espressive che darebbero all'impatto emotivo una forza e suggestività maggiori. Le virtù, insomma, che col tempo di certo acquisiranno le dimensioni necessarie per completare la già rigogliosa indole artistica di questo simpaticissimo musicista che nel corso della serata al Teatro Verdi ha proposto anche la Ciaccona di Bach, la cui interpretazione ha convinto solo parzialmente proprio a causa di una meno intima e profonda empatia con questo sublime testo musicale.
E' stata un'ispiratissima Cristina Santin ad accompagnare ottimamente il violinista nei tre brani scritti per duo. La pianista Triestina calibra con notevole acutezza il proprio discorso, preciso e sensibile, sempre in sintonia con l'estro di He. I caldi applausi indirizzati agli entrambi artisti vengono ricambiati con due fuori programma.

Date 2017