Professionalità, grande impegno corale, bella musica: è di scena ‘La Traviata’

Pesaro, Teatro Rossini, 7 dicembre 2017

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Created by Paola Cecchini · Review

Professionalità, grande impegno corale, bella musica e coinvolgimento di scuole ed istituti del territorio: è stato grande il successo della ‘Traviata’ andata in scena al ‘Rossini’ di Pesaro venerdì 7 dicembre, dopo l’applaudita rappresentazione del 29 novembre scorso al ‘Sanzio’ di Urbino, in occasione dell’apertura del 512° Anno accademico dell'Ateneo ‘Carlo Bo’.
Decisamente uno spettacolo molto piacevole, curato nei particolari, apprezzato da un pubblico numeroso (sold out da giorni) che ha omaggiato cantanti, coristi ed operatori tutti con lunghi e calorosi applausi.
Pomossa e curata dal Coro Filarmonico che del Musicista pesarese porta il nome (coadiuvato nel corso della performance dai Cantori della Città Futura di Vallefoglia), unitamente ad Amat-Platea delle Marche, la produzione di ieri è stata diretta da Stefano Bartolucci, sul podio dell’Orchestra ‘Raffaello’ di Urbino.
Buona prova ha fatto tutto il cast, formato da Marta Torbidoni (nel ruolo della protagonista), Giovanni Palmia (Alfredo Germont), Daniele Girometti (Giorgio Germont), Patrizio Saudelli (Gastone), Elena Scappini (Annina), Gianandrea Navacchia (barone Douphol) e Alessio Paolizzi (marchese d’Obigny). L’amica Flora Bervoix (a cui Violetta confida l'angoscia che l'opprime a causa della salute malferma) è stata impersonata da Julija Samsonova Khayet che ha firmato anche la regia dello spettacolo.

‘Ho rispettato al massimo lo spartito di Verdi ed il romanzo di Dumas ma ho ambientato la storia negli Anni Venti, inserendo alcune animazioni di Enrico Maffi che mi hanno aiutato a definire meglio quel periodo caratterizzato da grandi fermenti culturali. In realtà la musica di Verdi è già di per sé molto descrittiva e non necessita di invenzioni ed orpelli’ - ha spiegato la Samsonova, coadiuvata dalla scenografia di Matteo Scarpellini e dal notevole apporto del Corpo di ballo dell’Accademia di Antonella Bartolacci (Riccione) che ne ha curato la coreografia (oltre al tradizionale ingresso delle Zingarelle e dei Mattadori, ci sarà un passo a due durante il Preludio del 3° Atto). Anche il coro svolge nell’opera un ruolo importante, anzi ne svolge due, essendo spettatore inerme prima e carnefice poi.
‘E’ un’opera che amo molto - ha continuato la Samsonova, apprezzato mezzosoprano di Vilnius- Il merito di Verdi, secondo me, è stato proprio quello di dar vita a personaggi provenienti dai ceti più modesti o addirittura emarginati: pensiamo a Rigoletto, buffone della corte di Mantova, alla zingara Azucena ne ‘Il Trovatore’ ed infine a Violetta, una prostituta. Sono, ahimé, personaggi più che mai comuni anche ai nostri tempi. Io credo però che la società giochi un ruolo basilare nell’opera, ne è co-protagonista: finché Violetta rimane nello stato sociale da cui proviene ed in cui vive, la società l’accetta, l’ammira e la invita dovunque, ma non appena ambisce ad una vita normale, a quella di una ragazza della sua età, non l’accetta più, la deride, l’osteggia, le fa il vuoto intorno, in quel ‘popoloso deserto che appellano Parigi’ .
Rinunciando ad Alfredo, Violetta vuol dimostrare e dimostra alla società di essere degna di sentimenti profondi e puri. Diversa è la situazione di Alfredo: seppur innamorato, non si ribella alle regole sociali perché ‘ l’incontro di due mondi cosi distanti in apparenza, vivono e combattono dentro di lui’.
Seppur completamente concentrata sull'amore, ‘La Traviata’ è in realtà basata sulla negazione e la fragilità di questo sentimento, come mi ha fatto notare qualcuno: l'amore è (qui e altrove) sempre fuggevole; nel momento in cui viene affermato è già in pericolo o minato alle fondamenta e ‘quando non lo è, Verdi lo rende tale non raccontandolo ma ricorrendo ad un'ellissi narrativa’.

‘Con la rappresentazione pesarese, il Coro Filarmonico Rossini- che ha festeggiato l’anno scorso il ventennale della nascita- intende partecipare alla diffusione ed alla fruizione del marchio dell’Unesco ‘Pesaro-Città della musica’- ha spiegato Roberto Renili, da sempre direttore dello stesso- Ci siamo altresì posti l’obiettivo di favorire l’avvicinamento e la fruizione tra le giovani generazioni, dell’opera lirica e sinfonico-corale, partendo proprio da ‘La Traviata’: questo attraverso guide all’ascolto, rivolte a studenti delle Scuole Medie ‘G.Gaudiano’ e ‘A. Olivieri’ di Pesaro.
‘Abbiamo chiesto per questa occasione, la collaborazione degli studenti pesaresi dell’Istituto professionale ‘G.Benelli’ per acconciature e trucco del cast e dell’Istituto Agrario 'A.Cecchi’ per gli addobbi floreali. Questa rete di collaborazione tra diversi soggetti del territorio (Amat-Platea delle Marche, istituti scolastici, aziende ed associazioni culturali) costituirà la prima tappa del progetto promosso dal Coro dal titolo ‘Invito all’opera- I giovani incontrano la lirica’, che si svilupperà con la rappresentazione di ‘Madama Butterfly’ a Fabriano, Urbino e Cattolica, nonché con l’esecuzione dello ‘Stabat Mater’ di Rossini, in occasione del 150° anniversario della morte del Musicista - ha concluso.

Secondo quanto riporta il sito di ‘Operabase’, ‘La Traviata’ è stata rappresentata ben 4.190 volte nel corso delle ultime cinque stagioni (2011-12/2015-16), ponendosi davanti a tutte le opere a livello mondiale!
Perché tanto successo? A cosa è dovuto? E’ forrse il caso di ricordare che la storia di una giovane infelice e bellissima, di dominio pubblico a Parigi, era arrivata in Italia attraverso le pagine de ‘La Signora delle Camelie’ (1848), il romanzo -divenuto poi opera teatrale- ispirato alla storia vera di Alphonsine Plessis detta Marie Duplessis, una ragazza conosciuta personalmente dall’autore Alexandre Dumas figlio (di cui era stata anche l’amante) e morta giovanissima.
La sua storia d’amore con Agenor Gramont de Guiche, rampollo di nobilissima famiglia, aveva suscitato grande scandalo e Giuseppe Verdi -spesso nella capitale francese per l’allestimento di qualche sua opera, prima tra cui ‘Jérusalem’, rielaborazione de ‘I Lombardi alla prima crociata’ (1847) - ne era rimasto molto colpito, forse perché anche lui viveva una relazione clandestina con la cantante Giuseppina Strepponi, già sposata e separata dal marito. La sua relazione era messa all’indice dalla società: quando vissero a Busseto (1849), Giuseppina usciva soltanto per andare alla Messa, quella delle cinque del mattino! La gente non le perdonava la sua storia col Musicista: la emarginava, perché temeva che se ne approfittasse, dimenticando che -figlia di un compositore d’opera - era stata lei stessa un’affermata soprano.
La giovane Marie Duplessis - sola al mondo e costretta dalle necessità economiche a provvedere a se stessa fin da giovanissima- era una prostituta di alto bordo, una escort come si direbbe oggi, una mantenuta come si usava dire allora. Era quello un mondo che usava parole eleganti per imbellettare qualsiasi volgarità: qualche giorno al mese, la camelia bianca che ornava il suo bel decolleté, era sostituita da una rossa. I suoi ammiratori sapevano così che Marie non era disponibile ed era inutile avvicinarsi.
L’argomento dell’opera (musicata da Verdi su libretto di Francesco Maria Piave) fu pertanto considerato scandaloso, dato che il riferimento alla vera storia di Alphonsine chiaramente palese a tutti e la prima rappresentazione della stessa alla ‘Fenice’ di Venezia per il Carnevale 1853, fu un autentico fiasco. Solo l’anno successivo, dopo essere stata retrodatata di due secoli, venne finalmente accettata ed apprezzata dal pubblico.

Date Dec 9, 2017