Un ispirato omaggio ai Ballets Russes della MM Contemporary Dance

Acclamate le coreografie di Sansano e Merola al Politeama Rossetti di Trieste

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Created by Dejan Bozovic · Review

Con un particolarissimo omaggio ai Ballets Russes di Djagilev ed ai coreografi Michail Fokin e Léonide Massine, la MM Contemporary Dance Company di Michele Merola approda al Festival TS Danza 4.0 organizzato dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. La peculiarità de “Le Silfidi” (esordite, come “Chopiniana”, al Mariinskij di San Pietroburgo nel 1907 e poi, con il titolo “Le Sylphides”, nel 1909 a Parigi) e di “Pulcinella” (ideato per l'Opérea di Parigi nel 1920) dell'eccellente compagnia reggiana sta in un'elaborazione squisitamente contemporanea e sentita del pensiero ed estetica che distinguono le creazioni originarie, come se l'intenzione non fosse di farle rivivere bensì rinascere.
Con un linguaggio immediato, di precisa risolutezza e amabile ironia, il coreografo Gustavo Ramirez Sansano - ottimamente assecondato da Luis Crespo (scenografia), Nuvia Valestri (costumi) e Cristina Spelti (luci) – delinea nel primo dei due balletti un paesaggio mentale onirico popolato dai spiritelli di entrambi i sessi che tentano di sedurre il Poeta apparso dal nulla, accattivandolo con le varie ispirazioni incarnate da ciascuno di loro, ma è solo l'Amore ad aver successo, incoronato con un estroso e suggestivo passo a due. Ammirevole, davvero, l'abilità di Sansano e dei bravissimi interpreti nel traslitterare la scrittura di Chopin nella fraseologia corporale, fondendo l'essenza del romanticismo con le articolazioni moderne. E se per il Poeta l'incanto si dissolve al risveglio, lo spettatore ne rimane avvolto anche dopo il calare del sipario e meritatissime acclamazioni.
Sono la malinconia, solitudine, incapacità di conformarsi definitivamente ed emarginazione nella diversità e veridicità i tratti di Pulcinella su cui si focalizza Michele Merola nella sua visione di questo personaggio, alimentata dalle musiche di Stravinskij e Stefano Corrias, scene e luci di Cristina Spelti e dai costumi di Patricia Villirillo. La riduzione della storia ne condensa la poeticità, per certi versi surreale, e l'ensemble vi si immerge con passionalità trascinante, confermando l'elevato livello delle proprie virtù concernenti tanto la danza quanto l'espressività scenica.

Date 2018