Il virtuosismo e la sensibilità di Stefan Milenković

Il celebre violinista e l'Orchestra di Kiev protagonisti al Teatro Comunale di Monfalcone

Details

Created by Dejan Bozovic · Review

Ha esordito come wunderkind cinquenne trasformandosi puntualmente in un musicista compiuto ancor prima della maggiore età, crescendo e maturando continuamente e meritandosi un posto tra i più significativi violinisti di questi tempi. La serata al Teatro Comunale di Monfalcone è stata l'ennesima occasione in cui Stefan Milenković, come sempre distinto dalla genuina immediatezza e spontaneità, ha dimostrato che il suo virtuosismo è pareggiato da una sensibilità tanto avvolgente quanto versatile, radicata nello studio, nell'istinto viscerale e nella profonda intimità con le partiture.
Per l'occasione, l'artista belgradese sceglie un programma brillante, particolarmente esigente non solo dal punto di vista tecnico bensì quello narrativo ed espressivo, inserendosi così nella tematica della serata intitolata Viva España! il cui altro protagonista è stata l'Ukrainian Radio Symphony Orchestra di Kiev, diretta da Volodymyr Sheiko. Si tratta di un organico che raramente trascende le soglie della mera correttezza, più volenteroso che preciso, sopratutto per quanto concerne gli archi, con un suono spesso carente di compattezza e cura timbrica. Grazie, tuttavia, alla verve e il gesto risoluto e consapevole di Sheiko, si snodano dignitosamente e briosamente il Capriccio spagnolo di Rimskij – Korsakov, le Tres danzas Españoles di Granados e l'Ouverture spagnola n. 1 e n. 2 di Glinka. Il pubblico apprezza l'onesto impegno spronando l'Orchestra ai due bis, il Valzer dalla Masquerade di Khachaturian e Fiddle Faddle di Leroy Anderson.
Nei due pezzi centrali per violino e orchestra di Sarasate, la Zingaresca e la Carmen Fantasy, la scena è, però, tutta di Milenković. Vi sono i fuochi d'artificio intesi dal compositore, ma anche i passaggi più complicati possiedono la loro cantabilità e il penetrante impatto emotivo che raggiungono l'ascoltatore su un flusso pregno di atmosfere e suggestioni icastiche. Il generoso violinista ricambia le ferventi acclamazioni con una sfavillante esecuzione del Capriccio n. 24 di Paganini e, cambiando completamente il registro, una personale, sentita ed emozionante interpretazione dell'Allemanda dalla Partita n. 2 di Bach.

Date 2018