Un Lortie meno radioso del solito

Il pianista canadese ospitato dalla Società dei Concerti di Trieste

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Created by Dejan Bozovic · Review

Uno degli eventi più attesi dell'attuale Stagione proposta dalla Società dei Concerti di Trieste è sicuramente stato sin dall'inizio il recital di Louis Lortie. Il celeberrimo pianista non ha alcun bisogno di presentazioni e le aspettative del pubblico evidentemente corrispondono alla sua ben meritata fama. Queste certamente non scemano dopo l'annuncio, dato in extremis, di un completo cambiamento del programma il quale inizialmente prevedeva l'esecuzione della Sonata/Fantasie op.78 di Schubert e della Mazurka op. 7 n. 3, Mazurka op. 59 n. 3, Fantasia op. 49 e Polonaise op. 44 di Chopin, sostituite dagli Études op. 10 e op. 25 del compositore polacco. Chiunque avesse sentito la registrazione di Lortie dedicata proprio a questi due cicli, non poteva che pregustare anticipatamente le squisitezze della serata.
Sennonché Lortie appare meno radioso e determinato del solito e appena tocca la tastiera tale impressione viene confermata. Le sue letture non possiedono la consueta fluidità e limpidezza, manca il solito rapporto empatico ed intimo con la scrittura, il sentimento rimane in superficie, l'abilità tecnica risulta meno spontanea, sporadicamente segnata da qualche lieve smagliatura. La vera arte del musicista canadese trapela ogni tanto in qualche soluzione luminosa, tuttavia si tratta dei momenti che intervallano un'esecuzione fondamentalmente priva di vitalità ed estro verace.
La seconda parte si avvia con un ulteriore cambiamento annunciato dall'interprete stesso che aggiunge i tre Nouvelles Études, però bisogna attendere l'opera 25 per ritrovare, almeno parzialmente, solo in certi passaggi, Lortie che conosciamo, libero e fantasioso, capace di toglierci il fiato e creare magia.
E come se si stesse riprendendo da un temporaneo smarrimento, sempre più riconoscibile e rilassato, alla fine il pianista riesce a proporre due fuori programma, magari grato al pubblico che l'ha acclamato per quello che è, un interprete di primo ordine, e non per l'esito di un'unica esibizione.

Date 2018