I Cello Virtuosi dell'Accademia 'Sibelius' a Pesaro

Pesaro, Teatro Rossini, 8 aprile 2018

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Created by Paola Cecchini · Review

Si sono esibiti domenica 8 aprile, nell’ambito della 58a stagione promossa da Ente Concerti e Comune di Pesaro, i Cello Virtuosi dell’Accademia ‘Sibelius’, pietra angolare della musica finlandese le cui sedi si trovano, oltre che a Helsinki, a Kuopio e Seinäjoki.
Unica istituzione musicale di livello universitario in Finlandia, fondata nel 1882, è una delle più grandi accademie musicali in Europa. Alla tradizione musicale classica si sono aggiunti dai primi Anni Ottanta l’insegnamento del jazz e della musica folk.
Diretta da Martti Rousi (che si è esibito anche nel ruolo di solista), l’ensemble (8 elementi di entrambi i sessi, per lo più biondi, tra cui un promettente Jonathan Roozeman) ha scelto un programma molto articolato che ha racchiuso la ‘Sonata in la maggiore’ del lucchese Luigi Boccherini (1743-1805), l’’Interlude’ da ‘Lohengrin’ di Richard Wagner (1813-1883), l’’Andante cantabile’ di Pëtr Il'ič Čajkovskij (1840-1893), per passare alle ‘Bachianas Brasileiras 1 ‘del carioca Heitor Villa Lobos (1887-1959), a ‘Milonga y Tango’ dell’argentino Astor’Piazzolla (1921-1992) e 'Summertim'e del grande George Gershin (1898-1990).

Il secondo tempo ha spaziato nella musica più propriamente contemporanea con a ‘I feel pretty’ di Leonard Bernstein (1918 - 1990), anch’egli americano, compositore, pianista, considerato uno fra i più grandi direttori d'orchestra di tutti i tempi, ‘Fata Morgana’ della compositrice russa Sofija Gubajdulina (1931), ‘Which and Sun my father’ della finlandese Aija Puurtinen (1959), conterranea degli artisti sul palco.
Preziosa la grande presenza scenica di Piia Komsi, già violoncellista ed ora soprano di coloratura, molto famosa per la tecnica virtuosistica e per la voce eccezionalmente alta ed espressiva, capace di spaziare da un repertorio barocco, a quello classico e moderno con notevole facilità, tanto che molti compositori contemporanei hanno scritto opere appositamente per lei.
Al termine della serata, tra i bis richiesti e concessi, avvolta in un delizioso abito da sera bianco adorno di piccole rose rosse, Piia ci ha deliziato con l’aria ‘O mio babbino caro’ da ‘Gianni Schicchi’ (1918) di Giacomo Puccini, su libretto di Giovacchino Forzano .
Indubbiamente un concerto di alto livello.

Date Apr 9, 2018