I Fourteen Days dei BalletBoyz

Pesaro, Teatro Rossini, 13 aprile 2018

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Created by Paola Cecchini · Review

IDieci strepitosi giovani talenti (Edd Arnold, Simone Donati, Flavien Esmieu, Sean Flanagan, Marc Galvez, Edward Pearce, Harry Price, Matthew Rees, Jordan Robson, Matthew Sandiford), unico esemplare inglese tutto al maschile, si sono esibiti venerdì 13 aprile al ‘Rossini’ di Pesaro in ‘Fourteen days’ che racchiude 5 danze distinte, ognuna creata in sole due settimane, utilizzando il tema dell'equilibrio e dello squilibrio come punto di partenza. Sono i ‘BalletBoyz’, compagnia fondata e diretta da Michael Nunn e William Trevitt, che ha raggiunto un vasto pubblico internazionale grazie ai suoi applauditi lavori in teatro ed in televisione.

Si inizia con ‘The title is in the text’, coreografata dal venezuelano Javier de Frutos su musica di Scott Walker : è la danza che usa in modo più malizioso il tema assegnato, essendo l’altalena, posta al centro del palco, lo strumento centrale dell’opera. Nel corso dei 18 minuti in scena, De Frutos esplora ogni possibile ‘variazione di ribaltamento, inclinazione, oscillazione e scorrimento’: un ballerino tiene l'altalena in un precario equilibrio sostenendo un lungo arabesco, mentre il tratto laterale di un altro si rovescia lentamente dal centro. Ci sono sezioni in cui gli interpreti si adoperano per ottenere lo slancio del movimento alternato, altri dove si muovono come un corpo collettivo, oscillando e strisciando in un duello unisono.

La coreografia di De Frutos è geniale e caricata di una forte emozione: l’ altalena è la metafora dei nostri tentativi di mantenere il controllo in un mondo spaventosamente instabile. La musica di Walker, inquietante e tumultuosa con frammenti di testo che rimandano a immagini di discordia politica ed economica, fa il resto, lasciando perplessi diversi spettatori: alcuni li ha addirittura riempiti di ansia, giacché pensavano di trovarsi in un manicomio!
In ‘Human Animal’, Iván Pérez lavora su una tavolozza molto più piccola, sulla base di una colonna sonora vivacemente ritmata di Joby Talbot (suonata dal vivo, come i seguenti due lavori) ed arrangiata da Ben Foskett. I ballerini - vestiti con mutande e camicie con motivi vivaci, mentre le loro espressioni sono estremamente serie - girano intorno al palco, muovendosi con un calpestio che ricorda il dressage equestre. In questo contesto apparentemente illeggibile, Pérez elabora il proprio studio dell'equilibrio che coinvolge gli interpreti in una danza dal fascino misterioso e coinvolgente.

‘Us’ di Christopher Wheeldon (su musica di Keaton Henson arrangiata da Ben Foskett) è forse la più comprensibile tra le opere presentate: è un duetto di due uomini (Jordan Robson e Brad Waller) che unisce fiducia, supporto, rischio ed equilibrio e li trasforma in una storia d'amore. E’ la danza che mi è piaciuta di più.
In ‘The Indicator Line’ di Craig Revel Horwood, appare l'esplosione più clamorosa di testosterone. Spinto dal potere percussivo della colonna sonora di Charlotte Harding, i ballerini si allineano in pantaloni da lavoro e zoccoli, a volte danzando una tempesta all'unisono, a volte bloccati in lotte di potere tra loro ed un presunto padrone tirannico.
E per finire con ‘Fallen’ di Russell Maliphant (musica di Armand Amar e progetto luci di Michael Hulls) si entra in un luogo pieno di ascensori e rotoli: un’ incessante susseguirsi di cadute, indubbiamente un’espressione di fiducia reciproca, un inno alla capacità di lasciarsi andare ed arrendersi.

Vincitrice nel 2013 del British National Award quale ‘migliore coreografia contemporanea’, l’opera è stata definita dal ‘The Guardian’ ‘un paradosso d’impatto muscolare e leggerezza in volo mai vista su un palcoscenico’.
Molti gli applausi ed una conversazione, dopo lo spettacolo, tra il pubblico ed alcuni coreografi che nei giorni precedenti hanno curato una masterclass gratuita con gli allievi delle scuole di danza cittadine che concluderanno domenica prossima la stagione di danza 2017-18, organizzata e gestita da Amat-Platea delle Marche, unitamente al Comune di Pesaro.

Date Apr 14, 2018