Asaf Avidan :una voce che non ha nulla da invidiare ai grandi nomi che hanno fatto la storia della musica

Pesaro, Teatro Rossini, 6 maggio 2018

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Created by Paola Cecchini · Review

E' giunto a Pesaro, in seno al progetto ‘150° Rossini’ ( Comune di Pesaro ed Amat-Platea delle Marche), Asaf Avidan, artista israeliano nato a Gerusalemme il 23 marzo 1980, la cui voce sembra veramente in grado di raggiungere gli angoli più remoti di ogni cuore.
E’ stato scritto che vedere Avidan dal vivo è un’esperienza di ‘disconnessione sensoriale’, dove la percezione sonora è in netta contrapposizione con quella visiva: in effetti, da un ragazzo tatuato e magrissimo esce una voce che sembra quella di una ‘donna consumata da fiumi di whiskey’ o si trasforma in un grido di uccelli.

Di certo, si tratta di una voce che non ha nulla da invidiare ai grandi nomi che hanno fatto la storia della musica. Più volte è stato paragonato a Janis Joplin la più grande voce ‘blues’ della storia del rock, spentasi a 27 anni (1970) per overdose di eroina: era una tigre capace di dare personalità a qualsiasi brano, anche il più scarno, ed è entrata per sempre nella storia del rock con soli quattro album e con l’ accompagnamento gasatissimo delle sue band ‘Big Brother’ and ‘The Holding Company’.

E’ stato paragonato anche a Johnny Cash (1932-2003) il mefistofelico viandante dello spirito della nazione americana, ‘l’uomo solitario che faceva abbeverare i delinquenti di Folsom alla fonte del country-blues’.
Avidan spazia dal rock al blues ed al folk con un sound profondo ed ancestrale che stupisce e sorprende ad ogni respiro.
Al ‘Rossini’ ha presentato Study on Falling, il nuovo album uscito nel novembre scorso su etichetta ‘Universal’ dove ha mescolato i nuovi brani (‘To love another’, ‘My old pain’, ‘Sweet Babylon’, ‘A man without a name’ ecc) con i successi del passato.

Fondatore dei ‘Mojos’, con i quali si è aggiudicato il disco d’oro e di platino per l’album The Reckoning (2006), Asaf ha raggiunto il grande pubblico nel 2013, con la pubblicazione di Different Pulses su etichetta ‘Polydor/Universal’ facendo letteralmente impazzire i network di tutta Europa.
A quell’anno risale la sua partecipazione in veste di ospite internazionale al Festival di Sanremo dove è stato omaggiato con una standing ovation alla fine dell’esibizione.
Il lungo tour che lo portato in ogni angolo del globo lo ha più volte visto passare per l’Italia per una serie di concerti unici, talvolta con la band e nei più recenti, con la sola compagnia di tre chitarre, come ha fatto domenica scorsa.

Asaf ha raddoppiato il successo con 'Gold Shadow', il secondo album pubblicato a gennaio 2015 per ‘Polydor/Universal’ dove ha esplorato gli angoli più remoti del cuore e dato voce ai ‘silenziosi pensieri’ che mettono in pericolo la stabilità di un amore. Era, all'epoca, un cuore spezzato che aveva voglia di tornare a vivere, in un mix di colori ed emozioni che davano forma a lacrime, paure e sensazioni che a loro volta si trasformavano in un sound in grado di spaziare in più stili, passando dal pop anni ’50 al jazz anni ’30, dalle ballate folk anni ’60 al blues, fino ai più recenti synth. Bing Crosby, Billie Holiday, Howlin’ Wolf, Serge Gainsbourg, Leonard Cohen, Bob Dylan e persino Bob Marley: tutti insieme in una tavolozza di colori e generi in cui la strabiliante voce di Asaf da forma a tutte le emozioni di un cuore che pulsa di nuova vita.

Dimenticavo: durante il tour di due anni fa, Avidan ha notato e poi comprato una villa sul colle San Bartolo.
‘Si trova nel pesarese, un luogo fantastico dove riesco a riposarmi con i colori della natura che si affacciano sul mare. Vado là dove c’è casa mia dopo essere stato in giro per il mondo otto mesi. Molte mie melodie sono nate in quei luoghi’- ha raccontato alla stampa.
Che dire agli ammiratori pesaresi dell’artista? Più fortunati di così!

Date May 6, 2018