Reduce dal successo del Concertone del Primo Maggio a Roma, arriva Maria Antonietta

Pesaro, Teatro Sperimentale, 12 maggio 2018

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Created by Paola Cecchini · Review

‘Quante volte per compiacere gli altri, per accaparrarsi amore e approvazione cambiamo le nostre parole e smussiamo i nostri atti?

Quante volte, per non deludere le aspettative (spesso anche le nostre) non semplifichiamo quello che pensiamo, non lo edulcoriamo, non sacrifichiamo la nostra complessità?

La tentazione anche per me spesso è forte ma in questa vita non si assomiglia mai ad una linea di contorno e anche se sarebbe molto più facile esistere in una forma semplice, non si può farlo, io non riesco perlomeno. E se tutte le cose che sono a volte non potranno che deluderti, ti deluderò con una certa soddisfazione e forse anche con un sorriso sulle labbra, perché permettersi di deludere è un atto di coraggio e un atto di fiducia per arrivare al quale si lavora una vita intera’.

Con queste parole Maria Antonietta (al secolo Letizia Cesarini) ha presentato alla stampa ‘Deluderti’, il suo terzo album in studio, uscito il 30 marzo scorso per i tipi de ‘La Tempesta Dischi’ (distribuzione Believe). Risale a quattro anni fa ‘Sassi’ (pubblicato dalla stessa etichetta, dopo un album omonimo del 2012 a cura di Picicca Dischi, produzione Brunori): quattro anni passati a studiare, preparare e discutere la tesi di laurea in storia dell’arte, fare uno stage e…crescere.

‘Non sono esperta di questa civiltà, me ne resto in disparte’, canta Maria Antonietta in ‘Vergine’, una delle tracce dell’album. E’ un verso che le somiglia, o almeno somiglia all’idea che ci si può fare di un’artista che, in questi tempi in cui bisogna (così pare) essere sempre presenti, sempre sovraesposti, nel giro giusto, sceglie di vivere nella campagna senigalliese, prendersi i propri tempi, allontanarsi, fisicamente e non, dalla musica, di restare in disparte per quattro anni.

Prodotto ‘con mano gentile’ da Giovanni Imparato, la cantautrice pop rock (reduce dal successo al Concertone del Primo Maggio di Roma) l’ha presentato al Teatro Sperimentale di Pesaro ieri 12 maggio, dopo essersi esibita il 20 aprile a Bologna (Rpo), il 28 a Torino (Hiroshima Mon Amour), il 4 maggio a Roncade (New Age Club) e l’11 a Roma (Monk).

Viso delicato contornato da un caschetto color tiziano, sandali dorati ed abitino nero scollato sulla schiena, minuta in un palco stracolmo di vasi di fiori, Maria Antonietta (nata a Pesaro trentun anni fa) è apparsa molto dolce, ma solo prima di abbracciare una chitarra rosso fuoco (che sembrava troppo grande per lei) e confessarsi al pubblico ‘fra rabbia e autoconsapevolezza, in costante quanto precario equilibrio tra sfogo tardo-adolescenziale e agognata, e a tratti raggiunta, maturità emotiva’.

Tutto il disco sembra scritto per riaffermare un senso di indipendenza, di fiducia e, perché no, di felicità: una felicità conquistata e difesa con le unghie e con i denti contro la corrente di un mondo che, ‘soprattutto quando sei una donna con un microfono, incoraggia l’insicurezza, la vergogna e la bidimensionalità’, come sostengono i suoi ammiratori.

Il concerto ( conclusosi con lunghi e calorosi applausi in un teatro sold out) si è svolto nell’ambito della quattordicesima edizione di ‘TeatroOltre’, la rassegna di musica, danza e teatro (32 spettacoli per 34 serate) promossa da Amat-Platea delle Marche e dai maggiori teatri della provincia di Pesaro e Urbino, unitamente a Regione Marche e Ministero delle attività culturali.

Date May 13, 2018