‘Se volete conoscere gli anni Sessanta, ascoltate la musica dei Beatles’

Sold out per l’omaggio al leggendario gruppo di Liverpool

Details

Created by Paola Cecchini · Review

‘Se volete conoscere gli anni Sessanta, ascoltate la musica dei Beatles’. Con queste parole, forte dell’autorevolezza che gli derivava dalla notevole esperienza professionale, il compositore statunitense Aaron Copland (New York 1900- Sleepy Hollow 1990) individuava nel ‘fattore Beatles’ la chiave di comprensione del decennio che li vide diretti protagonisti.
Al leggendario gruppo di Liverpool, nato nel 1960, è stato dedicato l’evento in scena ieri sera nella splendida cornice di Rocca Costanza a Pesaro (la più importante opera di fortificazione della città, costruita da Costanzo Sforza fra il 1474 e l’83). Sul palco l’Orchestra Sinfonica ‘Rossini’ diretta per l’occasione da Roberto Molinelli che dell’ensemble cura ‘l’innovazione’, unitamente a Clarissa Vichi, autrice e vocalist pesarese, dotata di una voce veramente splendida.
Accolta da applausi, la nutrita scaletta del concerto che ha incluso alcuni tra i brani più conosciuti, per gran parte scritti e musicati da John Lennon e Paul McCartney che hanno collaborato in 187 canzoni: ‘All you need is love’, ‘Let it be’, ‘Twist and shout’, ‘Yesterday’, ‘Imagine’, passando per ‘Hey Jude’, ‘Michelle’, ‘Yellow Submarine’, ‘Girl’, ‘Eleanor Rigby’, ‘Something’, ‘The long and winding road’ …
Ritenuta un fenomeno di comunicazione di massa di proporzioni mondiali, la band (che annoverava, oltre ai musicisti su-citati, Ringo Starr e George Harrison) ha segnato un'epoca nella musica, nel costume, nella moda e nella pop art. A distanza di vari decenni dal suo scioglimento ufficiale (1970) e dopo la morte di due di essi (John e George), conta ancora un enorme seguito tanto che numerosi sono i i ‘fan club’ che portano il suo nome in ogni parte del mondo ed è ancora oggetto di studio da parte di università, psicologi ed operatori del settore.
Stando alle stime dichiarate, ha venduto a livello mondiale circa 600 milioni di copie (fra album, singoli e musicassette) di cui oltre 170 soltanto negli States, risultando fra gli artisti di maggior impatto commerciale a livello planetario. Fin dall'inizio, le canzoni dei Beatles (o meglio de ‘The Beatles’, dato che il loro nome esige l’articolo) non si limitarono ad attingere al ‘rock and roll e al blues’ ma accolsero diverse influenze musicali che andavano dallo ‘skiffle’ al ‘Motown style’. A questa varietà di stimoli si aggiunsero la competizione con i Rolling Stones (loro rivali britannici), il rapporto con Bob Dylan, il confronto a distanza con i Monkees, i Byrdse e soprattutto i Beach Boys, oltre alla fascinazione per l'India (grazie a cui introdussero l’uso di strumenti vari provenienti da quella terra), l'interesse per le avanguardie musicali e l'attenzione per i movimenti nascenti, ancora sotterranei o poco noti. Le copertine dei loro album diventarono esse stesse una forma d'arte e in più casi oggetto di imitazione, proprio mentre oltreoceano fioriva la ‘pop art’ di Andy Warhol.
Oltre ad innovare profondamente il panorama musicale degli Anni Sessanta, contribuirono all'evoluzione ed all'affermazione di mode, costumi e stili di vita: ad essi è associata la fioritura della ‘swinging London’, uscita dal buio del dopoguerra, con le minigonne a quadretti in bianco e nero di Mary Quant, indossate da Twiggy ed esposte nei mercatini di Carnaby Street. L'immagine dei Beatles si affermò oltre i confini della Gran Bretagna e fu contigua anche a manifestazioni culturali internazionali come la ‘psichedelia’, il ‘flower power’ e la cultura ‘hippy’.
I Beatles influenzarono e soprattutto incarnarono la gioventù occidentale nella sua ‘presa di coscienza’: sotto il profilo estetico (capelli lunghi ed abbigliamento innovativo), artistico (contaminazioni musicali con la musica indiana e quella d’avanguardia), politica (pacifismo ed opposizione alla guerra del Vietnam che imperversava da quasi due decenni), sociale (emancipazione femminile e diritti civili), culturale (misticismo orientale, filosofia indiana, droghe e prese di posizione a favore della loro depenalizzazione, sessualità più libera): queste influenze andarono ben oltre lo scioglimento del complesso avvenuta nel 1970.
Tutto questo e ancor di più mi è venuto in mente ieri sera ascoltando il concerto : una serata di alto spessore artistico, molto piacevole, che ci ha proiettato nella magia degli Anni Sessanta, cari a tutti, nostalgici e non.
I prossimi appuntamenti dell’Orchestra Sinfonica Rossini sono fissati per lunedì 16 luglio con ‘Ammore e niente cchiù’ (poesie e canzoni dedicate al grande Totò) ed il 23 p.v. con ‘Yo canto el tango’, dedicato ad Astorr Piazzolla ed alla danza che, nata nei bassifondi bonaerensi, ha letteralmente stregato milioni di persone nel mondo intero.

Date Jul 10, 2018