Un ragazzo riservato ed un artista passionale: la trasformazione alla tastiera di Antonii Baryshevsky

Il pianista ucraino ospite del 17° Festival pianistico organizzato dalla Chamber Music di Trieste

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Created by Dejan Bozovic · Review

Niente sorrisi ammalianti né gesti da star; persino la sua malinconica bellezza slava sembra volutamente trascurata e celata sotto la chioma e barba rigogliose proprio per non distrarre il pubblico da quello che Antonii Baryshevskyi sa fare meglio: la musica. Ma tanto è riservato l'uomo, quanto espansivo e comunicativo l'artista, maturo e completo ancor prima di raggiungere l'attuale età di ventinove anni.
Il blasonato pianista ucraino è rinomato anche per la sua poliedricità, ma per il recital proposto nella Sala “Victor de Sabata” del Teatro Verdi, nell'ambito della diciassettesima edizione del Festival pianistico Giovani interpreti e grandi maestri organizzato dall'Associazione Chamber Music di Trieste, il musicista sceglie un esigente programma monografico, dedicato alle tre ultime Sonate per pianoforte (n. 30 op. 109, n. 31 op. 110 e n. 32 op. 111) di Beethoven.
Ed è subito chiaro che il suo temperamento attinge direttamente da quello del compositore, generando nel caso concreto le letture profonde, viscerali, nutrite da un sono caldo e opulento, impregnate da una poetica virile ed avvolgente. L'iniziale atteggiamento distaccato si dissipa appena le dita di Baryshevskyi si mettano in contatto con la tastiera e lui si abbandoni, senza riserve, quasi inconsciamente alle meditazioni ed emozioni codificate nel linguaggio del pentagramma per evocarle, farle vive e pulsanti di una straordinaria vitalità. C'è, infatti, molto istinto nella narrazione, passionale e a volte quasi violenta, ma le sue fondamenta sono certamente poste nell'imperturbabile abilità tecnica e nella minuziosa serietà dello studio preparativo.
Gli applausi sono calorosissimi e insistenti. Tuttavia, spentasi l'ultima nota della brillantemente eseguita Arietta dall'opera 111, Baryshevskyi riassume i panni del ragazzo schivo, torna ripetutamente, costretto dalle acclamazioni, a inchinarsi timidamente, però non offre nemmeno un bis. Del resto, cosa si potrebbe aggiungere dopo le ultime battute dell'ultima Sonata beethoveniana

Date 2018