Il vero Toscanini

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Sono stato sposato due volte e sono padre di due figli, ma il rapporto più lungo che ho avuto della mia vita è stato con un uomo, un uomo che non ho mai conosciuto. Dall’adolescenza fino alla vecchiaia, che sento arrivare, io, un Baby Boomer dell’Ohio, ho passato molta parte della mia esistenza a studiare e a cercare di interpretare la vita di un italiano nato nell’Ottocento, il cui mestiere era lo studio e l’interpretazione di opere altrui.

Così inizia-limpidissimamente-l'articolo di Harvey Sachs, quale anteprima al nuovo volume da lui completato Toscanini. La coscienza della musica, traduzione italiana del libro uscito l'anno scorso sul mercato anglofono 1202 pagine. E' apparso sul "Sole 24 ore" di domenica 7 ottobre.

Il volume non attinge semplicemente alle opere di Sachs stesso già pubblicate, ma si avvantaggia di molti materiali nuovi, che erano totalmente secretati sino a pochi anni fa e soprattutto alla trascrizione di ordinarie conversazioni, che il figlio Walter fece al magnetofono, di nascosto e poi abbandonate per tempo lunghissimo.

Una cosa però mi preme sottolineare ed è il modo in cui Sachs lavora nello stilare una biografia, in questo caso del famoso direttore, preciso nel riportare i fatti concreti ma andando pure ad "inventare il vero" per dirla con Verdi.

[...] Le relazioni personali, comprese quelle sessuali, non sono sconnesse dagli aspetti pubblicamente visibili di un’esistenza, soprattutto nelle vicende di persone che hanno fatto cose straordinarie [...]. Le motivazioni interiori, eros compreso, sono il motore delle conquiste professionali. Con ciò non voglio dire che i biografi, per quanto possano scavare nelle vite pubbliche e private dei loro soggetti e provare a presentare ritratti tondi e imparziali di essi, debbano convincersi che i loro risultati siano corretti.

Eppure bisogna fare il tentativo di passare al setaccio tutti gli ingredienti, soppesarli e mescolarli con giudizio. Michael Holroyd, il magistrale biografo di George Bernard Shaw, ha scritto che i biografi non devono limitarsi ad assemblare «fatti solidi in ordine cronologico»; devono anche «rendersi conto delle fantasie, delle bugie, dei sogni, delle delusioni e delle contraddizioni dei loro soggetti, delle mutabili reputazioni pubbliche e del percorso di ricordi fuorvianti. Non devono inventare ma possono speculare».

E chiude l'articolo con una avvertenza esemplare:

A proposito del musicista Toscanini: amo e ammiro le sue registrazioni, più di quelle di qualsiasi altro direttore, ma non sono mai stato uno di quei toscaniniani fanatici – un gruppo ancora vivo e sorprendentemente tenace – che sembrano ritenere, al contrario di quanto lui stesso riteneva, che tutte le sue interpretazioni e registrazioni siano perfette. È la storia della sua vita, della sua evoluzione artistica e umana, che ha continuato e continua ad affascinarmi e che è uno dei fili conduttori della mia di vita.

Date Oct 8, 2018