Il compositore Gabriele Cosmi vince il 19° Premio Trio di Trieste “Giampaolo Coral Award”

Il Concorso si conclude con il concerto del Trio Gaon, vincitore dell'edizione 2017

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Created by Dejan Bozovic · Review

Tra i cinquantotto compositori provenienti dai diciannove Paesi i cui brani sono stati valutati dalla giuria presieduta da Azio Corghi, il vincitore della diciannovesima edizione del Premio Trio di Trieste “Giampaolo Coral Award” è il trentenne Gabriele Cosmi. Il prestigioso Concorso internazionale organizzato dall'Associazione Chamber Music di Trieste alterna con la scadenza biennale le edizioni dedicate ai compositori e alle formazioni cameristiche con pianoforte, le quali nel corso della seconda fase eliminatoria come brano d'obbligo affrontano la partitura premiata l'anno precedente.
Nel 2016 il Primo premio è stato assegnato al compositore, direttore d'orchestra e pianista Simone Corti e nel 2017 al Trio Gaon, fondato cinque anni fa a Monaco di Baviera da Jehye Lee (violino), Samuel Lutzer (violoncello) e Tae-Hyung Kim (pianoforte), già vincitore della “Joseph Haydn Chamber Music Competition” di Vienna e del “Kulturkreis Gasteig Musikpreis“ di Monaco. Quest'anno, la consegna del Premio a Cosmi nella Sala “Victor de Sabata” del Teatro Verdi è stata impreziosita dall'esibizione di questo giovane ensembl che ha inserito nel programma il brano premiato di Corti.
La serata si avvia, però, con il Trio in re maggiore op.70 n.1 di Beethoven. Spiccano subito l'empatia e l'acuto senso dei tre interpreti del “suonare insieme” nonché un'accuratissima precisione filologica, derivante anche dalla serietà impegnata nell'analisi studiosa delle pagine. E sono forse proprio un minuzioso percorso preparativo e l'impostazione ricercata di ogni accento, a far emergere il carattere prestabilito della lettura scevra, quindi, di spontaneità, di estri improvvisi e liberi, di un approfondimento del tessuto emotivo, soprattutto mancante, quasi per scelta, nel bellissimo Largo.
Un atteggiamento di maggior naturalezza e disinvoltura segna la suggestiva esecuzione della Musica Discreta di Simone Corti, una composizione che impegna la mente più che i sentimenti, alquanto cerebrale e, apparentemente, ispirata alle correnti degli anni '60.
Il proprio meglio – e stiamo parlando di un fine intreccio della fluida tecnica, sensibilità narrativa e, ora sì, di un respiro ampio e sciolto – il complesso lo offre nella pregiata esegesi del Trio in si maggiore n.8 di Brahms. L'interpretazione assume le connotazioni di un'avvolgente, vibrante tridimensionalità fondata su una vena passionale, non superficiale bensì intrinseca e intrigante come se invitasse l'ascoltatore di abbandonarsi alle pulsazioni più intime della scrittura.
Il pezzo mendelssohniano proposto fuori programma, porge un'ulteriore testimonianza della versatilità del Trio Gaon e della sua capacità di flettere la propria loquela, anche nei dettagli prettamente tecnici, secondo gli stilemi distintivi di ogni autore.

Date 2018