Una moderna Bella Addormentata

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Created by Paola Cecchini · Review

La società in cui viviamo è convulsa, in continuo cambiamento e con l’ossessiva ricerca della perfezione. E’ una società dove nulla è perfetto ma in costante contrasto tra armonia e caos. Tutto questo ci allontana sempre di più dalla natura, dalla nostra interiorità nonché, paradossalmente, dal mondo che ci circonda. Reagiamo sovente creandoci un immaginario perfetto persino nei rapporti sentimentali.
Dalla moltitudine emerge un giovane scrittore che pare isolato dal mondo reale: vive in una stanza segreta dove coltiva i propri sogni ed immagina Aurora, la sua ragazza ideale: è una rappresentazione tanto perfetta quanto irreale dell’amore cui tutti aspirano.

Questa prospettiva è stata attualizzata in una moderna versione de 'La Bella Addormentata', una delle più celebri fiabe tradizionali europee, ricordata soprattutto nella versione di Charles Perrault (ne 'I racconti di mamma l'oca', 1697), in quella dei fratelli Grimm (ne 'Fiabe del focolare', 1812). ne sono interpreti 16 danzatori (dai 16 ai 21 anni) che fanno parte del ‘Nuovo Balletto di Toscana’, l'ensemble che si è esibito al Teatro ‘Rossini’ venerdì 26 ottobre, sotto la direzione di Cristina Bozzolin, già prima ballerina del Maggio Musicale Fiorentino e partner di fama mondiale quali Nureyev e Baryshnikov.

Partito nel 2002 come spin off dell'attività didattica dell'omonima scuola, l’ensemble si è immediatamente imposta per il piglio con cui affronta palcoscenici (nazionali e non) sempre più prestigiosi e per i diversi stili coreografici da cui viene sollecitato. Ed è proprio l'apertura a diversi autori ed esperimenti coreografici - con un occhio privilegiato alla scena italiana ed una progettualità capace di osare- a rendere così interessante il suo progetto artistico che di fatto ne fa una duplice fondamentale palestra per testare nuovi autori e interpreti della più giovane generazione.
Per la sua nuova produzione ‘Bella Addormentata’ (senza l’articolo), il ‘Nuovo Balletto di Toscana’ - che ha debuttato in anteprima assoluta lo scorso dicembre al Teatro Comunale di Ferrara e da allora è impegnata in una serrata tournée - ha deciso di affidarsi a Diego Tortelli che, formatosi all’Accademia Nazionale di Danza di Roma ed alla Scala di Milano, ha al proprio attivo una ricchissima esperienza di danzatore. Da qualche anno ha intrapreso la carriera di coreografo, segnalandosi come una delle presenze più interessanti della danza italiana.

Sulle splendide musiche di Tchaikovsky ( Kamsko-Votkinsk 1840- San Pietroburgo 1893), Tortelli propone una inedita rilettura della fiaba che tutti conosciamo ma -a differenza di quella di Perrault (Parigi 1628-1703) o del celebre balletto omonimo di Petipa (Marsiglia 1818- Gurzuf 1910) che tra il 1862 e il 1905 fu creatore di oltre cinquanta opere, molte delle quali permangono nel repertorio classico odierno- qui il divario tra bene/male, chiaro/oscuro non esiste veramente, ‘perché qualsiasi uomo nasconde in sé sia la presenza che l’assenza di luce e soprattutto una molteplice graduazione di ombre’ come raccontano le note di regia.
Il balletto è stato molto gradito dal pubblico ed anche da me, anche se prediligo le letture più tradizionali e le scene piene di colori. Essenziali ed ovviamente moderni i costumi firmati da Santi Rinciari, creatore dell’Opificio della Moda e del Costume di Firenze.
(www.youtube.com/watch)

Lo spettacolo rappresenta il primo appuntamento della stagione di danza 2018-19 organizzata dal Comune di Pesaro, unitamente ad Amat-Platea delle Marche. Il prossimo rendez-vous è fissato per il 16 novembre p.v. con ‘MessiaHandel’ a cura di Paolo Mohovich nella veste di coreografo ed ideatore scenografico: sul palco Eko Dance.

Date Oct 27, 2018