Un’atmosfera fiabesca intrisa di delicata magia: è di scena ‘Lo schiaccianoci’

Pesaro, Teatro Rossini, 28 dicembre 2018

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Created by Paola Cecchini · Review

E’ consuetudine nella nostra città assistere ad un balletto classico durante le feste natalizie. E’ un appuntamento che aspetto con trepidazione, benché non sia più una ragazzina. E’ successo anche quest’anno con ‘Lo schiaccianoci’, rappresentato ieri sera al ‘Rossini’ da ‘Classical Russian Ballet’ sulle straordinarie note di Čajkovskij.
La trama è nota. In occasione del Natale il borgomastro Stalbaum organizza una festa a casa sua. Tanti gli ospiti tra cui l'orologiaio-mago Drosselmeyer che porta con sé due bambole meccaniche (Arlecchino e Colombina) e regala alla piccola Clara, figlia del padrone di casa, un pupazzo schiaccianoci di cui narra la storia. Fritz, il fratello di Clara, ne è molto invidioso e cerca di rubarglielo: durante la lite il giocattolo si rompe. Alla fine della serata Clara si addormenta nel salone ai piedi del grande albero che magicamente si ingrandisce, mentre i giocattoli si animano: in un sogno magico lo schiaccianoci si trasformerà in principe e vivrà con lei mille avventure, passando da foreste incantate a regni bizzarri, incontrando i più svariati e divertenti personaggi. Doni, dispetti, luci scintillanti, giocattoli, dolciumi, cugini birichini e zii strambi: nessun balletto come ‘Lo Schiaccianoci’ trasmette la magia del Natale, motivo per cui in questo periodo dell’anno il capolavoro di Čajkovskij (che ne ha firmato la partitura) spopola ovunque.
Com’è noto, ‘Lo Schiaccianoci’ è opera del marsigliese Marius Petipa (coreografo dei Teatri Imperiali Russi alla fine del XIX secolo) che ne creò il libretto dietro indicazione del principe Vsevolojskij, direttore dei Teatri stessi. L'autore si ispirò a 'Schiaccianoci e il re dei topi' di Ernst Theodor Amadeus Hoffman (1816) o più precisamente, al racconto (meno cruento ed adattato per bambini) che Alexandre Dumas padre (indiscusso maestro dell’affabulazione) ne aveva realizzato nel 1845 con il titolo di ‘Histoire d’un casse-noisette’.
Composta da Čajkovskij tra il 1891 e il 1892, la partitura dell’opera rappresentò lo sfondo della coreografia di Lev Ivanov, successore di Petipa. Presentata per la prima volta nel dicembre 1892 al ‘Mariinskij’ di San Pietroburgo, fu diretta dal compositore italiano Riccardo Drigo. Čajkovskij vi introdusse la presenza della celesta, uno strumento scoperto dal Compositore a Parigi, che venne utilizzato in alcuni passaggi del risvolto fiabesco. Nel 1934 il balletto debuttò in Europa al Sandler's Wells di Londra, mentre alla ‘Scala’ fu rappresentato quattro anni più tardi.
Una delle versioni più caratteristiche dell’opera si deve a George Balanchine che per il ‘New York City Ballet’, divise per la prima volta il balletto in due parti: realtà e sogno (1954). Indimenticabile l'adattamento e l’interpretazione di Rudolf Nureyev nel '69 alla ‘Scala’, in cui il ballerino ne privilegiò una lettura psicoanalitica, interpretando il triplo ruolo di Drosselmeyer, dello schiaccianoci e del principe.
Nessuno esce dal teatro senza il sorriso sulle labbra ma ‘Lo Schiaccianoci’ non è propriamente un balletto solare, anzi.
‘It's not just a pretty ballet' - sosteneva al riguardo Nureyev.
In effetti si tratta di una metafora psicoanalitica del passaggio dall'infanzia all'adolescenza, tra luci ed incubi. E’ un sogno della durata di poche ore, senza però farci dimenticare le asperità della vita. Un mix tra fiaba, sogno e realtà: forse proprio per questo, è diventato un mito senza tempo.
Riconosciuta in tutto il mondo come una delle compagnie di balletto russo di maggior prestigio, la ‘Classical Russian Ballet’ è stata fondata a Mosca nel 2004 da Hassan Usmanov, direttore artistico e principale ballerino. L’ensemble è composto da artisti giovani provenienti dalle maggiori compagnie russe, tutti diplomati nelle più rinomate scuole di danza del Paese, incluse l’Accademia del ‘Bolshoi’ e l’Accademia ‘Vaganova’ di Pietroburgo, la prima scuola di danza teatrale russa da cui sono usciti i più grandi ballerini di tutti i tempi, tra cui Anna Pavlova a Rudolf Nureyev.
Lo spettacolo – che fa parte della stagione di danza organizzato da Amat -Platea delle Marche con il Comune di Pesaro - esprime al meglio lo splendore della tradizione russa nel balletto classico ammaliando il pubblico di ogni nazionalità ed età.
Un’atmosfera fiabesca intrisa di delicata magia.
Arrivederci al prossimo anno!

Date Dec 28, 2018