Strauss vs Strauss

Pesaro, Teatro Rossini, 1° gennaio 2019

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Created by Paola Cecchini · Review

Chi non conosce ‘Sul bel Danubio blu’, il famoso valzer di Johann Strauss (Vienna, 1825-1899), considerato a livello mondiale come uno fra i più famosi brani di musica classica di tutti i tempi?
Alla sua figura e a quella degli altri membri della sua famiglia (il padre Johann, i fratelli Josef e Edward) è dedicato, com’é noto, l'annuale Concerto di Capodanno offerto dai 'Wiener Philharmoniker' in diretta mondovisione dalla sala dorata del 'Musikverein' di Vienna. Un sondaggio di opinione nel 1890 rivelò che Johann era terzo tra le personalità più celebri d'Europa, dopo la Regina Vittoria ed il Cancelliere Otto von Bismarck.

Non tutti forse sanno però che l’opera in questione fu commissionata all’autore affinché…i viennesi tornassero a danzare! Proprio così.
La commessa provenne dall’Associazione corale maschile di Vienna ('Wiener Männergesang-Verein' ) che aveva invitato il Musicista a partecipare alla 'Faschings-Liedertafel', il Festival di Canto di Carnevale che si sarebbe tenuto il 15 febbraio 1867 nella 'Dianabad-Saal'.
Il poeta ufficiale dell'Associazione, Josef Weyl, funzionario di polizia e amico d'infanzia del Compositore, ebbe il compito di scrivere un testo con spunti spiritosi ed ironici da accompagnare al valzer, capace di esortare tutti (finanzieri, costruttori, proprietari terrieri, artisti, politici e contadini inclusi) a tornare a ballare durante il Carnevale, a dispetto della grave situazione politica che l'Impero e la società austriaca stavano vivendo : la sconfitta militare del Paese da parte delle forze prussiane a Königgrätz (oggi Sadowa) il 3 luglio 1866, che aveva gettato nella disperazione la popolazione.

All’ultimo minuto si decise di arricchire il valzer con un accompagnamento orchestrale e Strauss vi aggiunse la celebre introduzione con il tremolio dei violini, oggi nota in tutto il mondo. C’era, però, un problema: nella data fissata per la prima rappresentazione, il Compositore e l'Orchestra Strauss dovevano esibirsi alla Corte Imperiale, per cui i 130 componenti della 'Wiener Männergesang-Verein' vennero diretti da Rudolf Weinwurm (il loro Maestro di coro) ed accompagnati dall'Orchestra del 42º Reggimento di Fanteria del Re Giorgio V di Hannover, temporaneamente di stanza a Vienna. Fu un successo.
I viennesi poterono ascoltare la versione orchestrale del valzer (completa di introduzione e coda) il 10 marzo successivo nel 'Volksgarten', al tradizionale concerto dell'Orchestra Strauss, eccezionalmente diretta congiuntamente da tutti e tre i fratelli. Il lavoro ebbe tale successo che alcuni anni più tardi, il compositore Johannes Brahms, grande amico ed ammiratore di Johann, aggiunse alla firma del proprio valzer la dicitura ‘Sfortunatamente non di Johannes Brahms’.

‘Danubio blu’ è una delle opere presentate ieri dall’Orchestra Sinfonica ‘Rossini’ nell’ambito del Concerto di Capodanno ’Strauss vs Strauss’, diretto per l’occasione da Daniele Agiman, direttore artistico dell’ensemble e suo direttore principale.
Lo spettacolo è proseguito con altre opere del Compositore viennese: l’ouverture de ‘Il pipistrello’ (la sua più celebre operetta, composta nel marzo 1874 e rappresentata un mese più tardi presso il Theater an der Wien); ‘Kaiser-Walzer’ (scritto per i festeggiamenti svoltisi nell'agosto 1889 in occasione della visita dell'Imperatore Francesco Giuseppe d’Austria all'Imperatore di Germania Guglielmo II per rafforzare i rapporti fra i due Imperi) e ‘Tritsch-Tratsch Polka (Polca del chiacchiericcio) composta il 1858.

La seconda parte del concerto è stata dedicata a Richard Strauss (Monaco di Baviera, 1864- Garrmish Partenkirchen 1949), compositore e direttore d’orchestra tedesco del periodo tardo-romanico, figlio d’arte (il padre era primo corno all'Orchestra di Corte di Monaco), da non confondere con gli Strauss viennesi con i quali non aveva alcuna parentela.
Di Richard abbiamo ascoltato il folgorante ‘'Don Juan’ (Don Giovanni) composto tra il 1887 e il 1888 appena ventiquattrenne ed eseguito per la prima volta sotto la sua stessa direzione al Teatro di Corte di Weimar l'11 novembre 1889: si avviava in tal modo la serie dei sette Poemi sinfonici - o, come il Compositore stesso preferiva, ‘Tondichtungen (Poemi sonori) - che per circa dieci anni avrebbero assorbito quasi tutte le sue energie creative, insieme con la stesura originaria della prima opera teatrale,’ Guntram’ (1894).

Effettivamente una delle impressioni immediate che si ha del ‘Don Juan’ è che i temi musicali (netti, inconfondibili, superbamente espressivi) si inseguono l'un l'altro per ‘una specie di iperbolica ostentazione del genio’. Non c'è dubbio che il giovane Strauss, lavorando su un tema coltissimo (il mito di Don Giovanni) e sui due sentimenti principali della sua personalità (l'idealismo eroico e l'erotismo) si sia abbandonato alla straordinaria tensione produttiva 'quasi scoprendo per la prima volta se stesso'.

L'8 settembre 1949, al termine dell'esecuzione di quest'opera, Arturo Toscanini non si volse a ringraziare il pubblico della ‘Scala’ per gli applausi entusiastici che avevano accolto la sua interpretazione ma rimase a capo chino, come in meditazione: si era appena diffusa la notizia della morte di Strauss, avvenuta poche ore prima. Il caso aveva voluto che la prima ‘commemorazione’ della scomparsa del Musicista avvenisse con le note della composizione che sessant'anni prima lo aveva veduto affermarsi di prepotenza come uno dei nuovi protagonisti della musica europea, aprendogli le porte di un successo che avrebbe avuto ben pochi termini di paragone in tutta la prima metà del Novecento, nonostante le polemiche scatenate per ragioni opposte dai conservatori dapprima e dai progressisti in seguito.

Può un concerto di Capodanno finire senza la ‘Marcia di Radetzky’, composta da J. Strauss padre (Vienna, 1804-1849) in onore del maresciallo Josef per celebrare la riconquista austriaca di Milano dopo i moti rivoluzionari italiani del 1848? Impossibile!
A quel punto, giacché stiamo a Pesaro, non poteva mancare la cosiddetta ‘Marcia di Rossini’, ossia l’ouverture del ‘Guillaume Tell’, divenuta il benvenuto dell’O.S.R. al Nuovo Anno ed il suo modo di salutare il pubblico: un appuntamento imperdibile per vivere l’incanto delle atmosfere mitteleuropee sulle rive dell’Adriatico.

Indubbiamente abbiamo cominciato bene il Nuovo Anno. Speriamo che continui così.
Buon 2019 a tutti!

Date Jan 1, 2019