Nudi al Maggio

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In altra circostanza abbiam detto di un certo “mascherello” che cerca di applicare alla lettera il Regolamento del Teatro che è stato perfezionato in epoca Chiarot e pubblicato a pagina 128 dell’attuale programma generale. Niente bottigliette, niente corpi contundenti, niente corpi ingombranti in sala…
Egli-povero ragazzo-si affanna e più volte è saltato addosso a spettatori che in un accesso di tosse più che perdonabile, “disturbavano”, sia pure senza volerlo.
Naturalmente le bottigliette sono di gran moda e continuano “imperterrite” come diceva Sordi.
Chiamasi “nevrosi”, tanto quella del mascherello punitivo, tanto quella della signora o ragazzo che pensa di morir di sete prima della fine dell’atto.

Ora è inverno, freddino d’accordo. Gli spettatori arrivano infagottati. A Firenze esiste un servizio di guardaroba a terra e altro alle gallerie: un po’ intasato ma funzionante. Comunque gratuito.
Ma una non piccola parte del pubblico si ostìna ad entrare ed andare al suo posto con il proprio piumino, piumotto, paltò, sciarpa, cappello, pelliccia, pellicciotto ed occupa la poltrona accanto e quella davanti, intasando e complicando la vita propria ed altrui.
La temperatura-come noto ai frequentanti fiorentini-è alta, pure d’estate addirittura: pericoli non se ne corrono.
Se ne corrono invece ostinandosi a varcare l’ingresso alle sale in cotal guisa.

Responsabili, direttori di sala, sovrintendente Chiarot: è così difficile obbligare le maschere a far lasciare forzatamente a tutti e indistintamente, abiti e quant’altro al guardaroba?
Perché in altre città e teatri si fa e a Firenze no?
Ah già, solito: “Nous sommes florentins”…

Date Jan 11, 2019