Due generazioni, stessa passionalità

Alstaedt e Lonquich alla Società dei Concerti di Trieste

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Created by Dejan Bozovic · Review

L'egregio veterano della tastiera, Alexander Lonquich, e il giovane ma ampiamente rinomato violoncellista franco-tedesco Nicolas Altstaedt offrono al pubblico della Società dei Concerti di Trieste una serata piena di stimoli emotivi ed intellettivi, affrontando con passionale dedizione e squisita eloquenza le pagine di Beethoven (Sonata n. 5 in re maggiore op.102 n. 2), Schumann (Phantasiestücke op. 73) e Brahms (Sonata n.1 in mi minore op. 38 e Sonata n. 2 in fa maggiore op. 99). Il pensiero dei due interpreti scorre empaticamente, in un vibrante dialogo delle voci che si giustappongono, per un attimo separano, oppure armoniosamente compenetrano e fluiscono parallelamente, caratterizzando nitidamente gli stilemi e l'indole intrinseca di ogni scrittura al livello globale nonché di ogni movimento all'interno del brano. Poche e lievi smagliature nell'archeggio, percettibili specie nell'Allegro iniziale e nell'Adagio del bellissimo componimento beethoveniano che apre la serata, non compromettono sostanzialmente la sciolto e raffinato virtuosismo di Alstaedt che, alla pari del celebre pianista, si immerge nei passaggi di elevata asprezza anteponendo i loro valori semantici alla mera esibizione della tecnica, senz'altro brillante. La dialettica dei discorsi mantiene l'energia e la tensione senza soluzioni di continuità, impreziosita dal lirismo di largo respiro e dal cantabile saturo di sfumature ed immagini poetiche. Un esempio impeccabile di un'unione artistica fondata sulla gioia condivisa che sgorga dal desiderio e dalla capacità di “fare la musica”. Il pezzo dalla Sonata di Britten splendidamente suonato fuori programma desta il rimpianto di non averla potuta sentire intera. Applausi.

Date 2019