Un musical cameristico per riflettere sulla coppia

Grande successo per The Last Five Years al Teatro Stabile Sloveno di Trieste

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Created by Dejan Bozovic · Review

Tutto quello che normalmente ci viene in mente quando sentiamo la parola “musical” - scene e costumi sfarzosi, nutrite compagnie, balletti e le battute che intervallano i numeri cantati, sostanzioso accompagnamento orchestrale, luci spettacolari – ecco, tutto ciò è assente da The Last Five Years di Jason Robert Brown, un musical cameristico esordito nel 2002 a Chicago che, nonostante le discordanti critiche iniziali, vanta un discreto e continuo successo internazionale nonché due Drama Desk Award. Due giovani, appena più che ventenni, che in seguito al divorzio, ormai entrambi nella propria solitudine e con altamente soggettiva visione dei fatti, esplorano e raccontano in maniera quasi diametralmente opposta gli ultimi cinque anni della loro relazione, un'orchestra di sei elementi ed una scena essenziale ma evocativa ed illuminata con attenzione, sono sufficienti ad emozionare e far riflettere, grazie anzitutto ad un esemplare e simbiotico connubio tra la parola e il gradevolissimo, fluente e variegato score.
Lo ha dimostrato anche l'allestimento dello Stabile Sloveno di Trieste, il primo teatro cittadino ad aver prodotto un musical. Estremamente esposti, senza benché minima possibilità di camuffare le eventuali smagliature, impegnati tanto con l'esigente e complessa partitura quanto con la suggestiva e credibilissima delineazione dei rispettivi personaggi, i bravissimi protagonisti Danijel Malalan (Jamie) e Patrizia Jurinčič Finžgar riescono, in un intimistico tête-à-tête in cui doverosamente si rivolgono ad un particolarmente concentrato pubblico piuttosto che l'un ad altra, a costruire con precisione e spigliata disinvoltura le atmosfere fatte di sentimenti e pensieri cangianti, oscillanti al punto di dileguarsi lasciando posto alle nuove, ben diverse emozioni. Lo spettacolo vive e pulsa attraverso le loro interpretazioni affiancate da un ottimo sestetto strumentale e guidate dall'accattivante e inventiva regia di Jasmin Kovic. Le efficaci, ispirate seppure lineari scene ed i costumi sono firmati da Giulia Bellè.
Un caldo successo, acclamato da tutti gli spettatori che hanno premiato questo estroso e coraggioso gesto del Teatro Sloveno.

Date 2019