Alice: uno spettacolo da sogno

I Momix incantano il pubblico del Politeama Rossetti triestino subito dopo la prima mondiale a Roma

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Created by Dejan Bozovic · Review

Per quanto banale l'espressione possa sembrare, è quasi impossibile non affermare che “Alice” creata da Moses Pendelton per i Momix sia uno spettacolo di pura magia, un ipnotizzante gioco di prestigio fatto di immane fantasia del celeberrimo coreografo, la cui inventiva qua rinasce nella sua pienezza dopo qualche lavoro meno entusiasmante, e di inverosimile fluidità e precisione dei corpi dei sette ballerini che a volte sembrano smaterializzarsi oppure reincarnarsi nelle entità appartenenti ad un altro angolo dell'universo. Appena si alza il sipario per un squisito e insolito pas de deux a distanza imposta da una scala/altalena sullo sfondo di un ameno paesaggio, ci si trova trascinati nel mondo della piccola eroina di Lewis Carroll, dove man mano scopriamo le prove sempre più incisive e ammalianti che il genio (spesso) attinge da un'irresistibile semplicità. Non si può verbalizzare la sostanza meravigliosa (nel senso primario del termine) di questo balletto, come esso non mira a raccontare una storia bensì di evocarne le atmosfere oniriche, le sensazioni, la potenza immaginativa, l'ironia e le emozioni.
E come attratto da un potente magnete – composto, appunto, dall'inventiva nello stesso tempo armoniosa ed esuberante di Pendelton e dalla prodigiosa bravura della sua compagnia – il pubblico che ha riempito il Politeama Rossetti di Trieste, dove lo spettacolo è approdato immediatamente dopo la trionfale prima mondiale al Teatro Olimpico di Roma, si abbandona incondizionatamente al susseguirsi dei numeri cangianti e fascinosi, impreziositi dalle bellissime e ottimamente applicate luci, scenografie e proiezioni, nonché dai singolarmente estrosi ed efficienti costumi. Ammirevole, poi, la capacità di rendere tutti questi ingredienti inscindibili dalla danza e dall'azione scenica in genere, fisiologicamente inseriti in esse.
Volendo fare un unico appunto, si potrebbe dire che sussiste una certa asimmetria, sia nella lunghezza sia nell'energia creativa, tra il primo e il secondo tempo, ma forse tale impressione deriva anche dal fatto che lo stacco avviene proprio dopo la sublime coreografia con gli specchi, una di quelle che anche estrapolate dal contesto sembrano destinate a fare la storia. L'acme del secondo atto è senza dubbi l'estremamente difficile pezzo che vede le ballerine nel continuo sollevamento sui corpi dei colleghi ed ogni coppia tramutarsi nel singolo organismo impegnato in una danza fantasmagorica e complessa.
Infiniti gli applausi a scena aperta, scontate e meritatissime le ovazioni finali

Date 2019