Wayne McGregor mette in scena il proprio genoma

La Compagnia dell'eminente coreografo applaudita al Politeama Rossetti di Trieste

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Created by Dejan Bozovic · Review

La danza contemporanea ha già trascritto nel proprio linguaggio la filosofia, psicologia, antropologia, storia, geografia, biologia e altre scienza umanistiche o naturali, e per stare al passo con i tempi, non poteva mancare nell'arte tersicorea anche la genetica. L'audace impresa l'ha affrontata uno dei maggiori, più impegnati e poliedrici coreografi odierni, il celeberrimo Wayne McGregor con “Autobiography” creato per la Compagnia che porta il suo nome sulle musiche di Jlin e trionfalmente esordito l'anno scorso al Sadler's Wells londinese. E mentre McGregor era impegnato sia al West End sia alla Scala per le nuove produzioni, “Autobiography” era di scena al Politeama Rossetti di Trieste.
Si tratta di un concetto assolutamente innovativo ed affascinante, siccome lo spettacolo non viene mai ripetuto due volte nello stesso modo. Decidendo di mettere in scena sé stesso, l'autore ha chiesto agli scienziati di porre in sequenza il suo genoma completo per usarlo come il fondamento e la parte integrale della complessa coreografia composta da venti tre episodi, corrispondenti al numero dei cromosomi del DNA umano nonché ad altrettanti passaggi di vita che McGregor rievoca ispirandosi agli appunti e ricordi personali. Assecondando i principi di duplicazione e mutazione, questi atti singoli vengono selezionati e sequenziati diversamente per ogni performance, a base di un algoritmo preciso; per ogni replica un computer seleziona casualmente una sezione diversa del codice genetico di McGregor, determinando così quali danzatori eseguiranno i vari numeri e in che ordine.
Uno spettacolo, quindi, invero irripetibile. La fantasia si intreccia ad un minuziosamente ricercato allestimento multimediale, in cui si fondono mirabilmente il movimento, la musica, l'impianto video e illuminotecnico. Grazie anche alla strepitosa bravura dei ballerini, la performance si svolge su un unico fiato, mantenendo la fluidità delle idee e immagini e la compattezza dell'architettura globale. Calorosissimi applausi.

Date 2019