Il Duo Lavrynenko - Guliei ospite della Chamber Music di Trieste

Un programma dedicato al '900 russo

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Created by Dejan Bozovic · Review

Nel 2015, solo un anno dopo aver formato il Duo nell'ambito della Hochschule für Musik di Amburgo, la violoncellista Olena Guliei e il pianista Volodymyr Lavrynenko hanno trionfato al Concorso internazionale “Premio Trio di Trieste”, aggiudicandosi anche il Premio speciale “Dario De Rosa” e il Premio del pubblico. Ospiti ora dell'Associazione Chamber Music di Trieste, la quale organizza e promuove l'ambito Concorso, i giovani musicisti ucraini hanno presentato nella Sala “Victor de Sabata” del Teatro Verdi un programma interamente dedicato alle pagine russe del ventesimo secolo.
La Suite italienne, una delle trascrizioni e riduzioni del balletto “Pulcinella” di Stravinskij realizzata dal compositore in collaborazione con il violoncellista Gregor Piatigorskij, evidenzia subito il timbro avvolgente, iridescente e arrotondato, animato da un ampia gamma dinamica che sfiora l'incisività sonora di un'orchestrina, nonché una pregevole padronanza tecnica e sensibilità narrativa. Tuttavia, le dinamiche e gli equilibri interni non risultano compiutamente assestati né il pensiero degli interpreti sembra fluire all'unisono in ogni momento. Il risultato complessivo è senz'altro apprezzabile, soprattutto considerata la freschezza e l'opportuna vaporosità dell'esecuzione di una scrittura ben poco docile, però sarà la Sonata in re minore op.40 di Šostakovič a mettere pienamente in rilievo le virtù del Duo.
Nel bellissimo brano, non privo di un alone di mistero concernente persino la sua nascita, l'empatia tra gli interpreti è immacolata e i loro discorsi si fondono in un'eccitante affabulazione in cui le atmosfere ed emozioni si addensano in un crescendo senza soluzioni di continuità, seppure soggette alle metamorfosi radicali e aperte a finissime sfumature. Emerge così un drammatico livore, simile alla desolazione novembrina della sperduta campagna russa, che al punto di trasformarsi nella rassegnazione disperata trova la forza di sollevarsi nutrendosi di un'energia ancestrale racchiusa nelle melodie popolari, oppure di un'amenità vivace, fantasiosa, quasi infantile, giustapposta ai passaggi tormentati nello scatenato finale. La partitura è abbondantemente cosparsa di frangenti tecnici, risolti dalla coppia artistica con lodevole competenza e raffinata disinvoltura, messe al servizio di un potente impatto intellettivo ed emotivo.
Altrettanto accattivante è l'interpretazione della Sonata in sol minore op.19 di Rachmaninov, chiaramente improntata ad una completamente diversa cifra espressiva e capace di trascendere certe manchevolezze della scrittura stessa. L'alto virtuosismo e i vasti cantabili di toccante lirismo, specie nell'Allegro scherzando e Andante, si intrecciano morbidamente, con eleganza, chiudendo in bellezza la serata ornata da un breve bis ripreso dal pezzo di apertura.

Date 2019