Mari e monti. Parola di Nardella. Chiarot conteso dalla Scala resta a Firenze.

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E’ freschissima notizia odierna, enfatizzata dalla stampa fiorentina interessata, che il rieletto Sindaco indigeno non abbia fatto trascorrere invano il tempo della sua propria riconferma, vittoria confinata in un’isola del centro Italia, ed abbia smosso, contattato, parlato, sfidato, promesso, arci-promesso (il prefisso è puramente casuale) a Chiarot (che la Scala, by Beppe Sala, voleva a tutti i costi o molto- abbastanza), per farlo invece restare nella città del Giglio. Non c’è bisogno di andare alla Scala, la nuova Scala sarà il Maggio, esso diventerà il primo teatro italiano, senza tante storie ed incertezze, e avrà un peso anche oltre il patrio suolo. Parola di diplomato in violino (Nardella).

Le benemerenze antiche e recenti di Chiarot in terra toscana sono state notate al nord e la proposta è arrivata e rimasta sospesa, mentre i due sindaci si sentivano-amichevolmente vien precisato.
Mari e monti, sostegno finanziario a go gò, pezzi forti Mehta, Muti, ovviamente re Luisi XIV, una riqualificazione del già qualificato consiglio di indirizzo della Fondazione che scadrà il 10 luglio. Chiarot ha una problematica non piccola a Firenze, sulla quale si è subito battuto, quella della partecipazione di un pubblico maggiore ed ampio, ed in tal senso si è effettivamente adoperato.
Ma anche su questo aspetto il Presidente della Fondazione (ossia sempre il diplomato in violino di cui sopra) ha rassicurato l’altro-a questo punto-“riconfermato” (ed accettante) capitànio: vuoi il pubblico?, ti porterò anche quello.

C’è chi osserva che per una bella, forse bellissima carriera quale quella di Cristiano Chiarot, con la Fenice alle spalle e buoni risultati nella bella Firenze, con pessima eredità vicina e anteriore ancora, terminare alla Scala, sarebbe stato un titolo di onore non piccolo e di soddisfazione.
Certo, il teatro milanese è terra infida, ma l’uomo Chiarot-molto scaltro e pieno di capacità-è difficile pensare avrebbe fallito o mancato.

Dunque, Chiarot resta. Promesso. E Nardella promette fuochi d’artificio come quelli prossimi venturi di San Giovanni, s’intende nel suo intento di supremazia musicale del Maggio, sopra tutto e tutti. Da politico ha colto la circostanza e si sa quanto gli amministratori si diano da fare per primeggiare nel locale e fuori.
Forte del suo diploma il Sindaco suonerà forte e deciso il proprio strumento. Auguri, specie a Chiarot!

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Date May 31, 2019