Opere liriche in forma concertistica. Una indagine.

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Alzi la mano chi guardando-magari con ansia-il nuovo cartellone del proprio teatro operistico o di uno qualsiasi e-si auspica raggiungibile-non abbia scorso i titoli, con approvazione e desiderio, ma bloccandosi alla vista di chi sarà il responsabile registico?
Naturalmente quando le proprie pregresse esperienze con il Nostro siano state negative per lo più oppure dovendo sperare (in mancanza di dati) che "Dio ce la mandi buona".

L'opera all'Opera senza scene, costumi, luci, danze, balli, azione???
Eppure un titolo come "Un ballo in maschera" si può gustare da cima a fondo ascoltandolo solo (è quello che si fa del resto col disco, anche se oggi esiste Youtube e affini modi, di aggiungere la parte visiva).
"E' tutto scritto in Verdi" diceva Claudio Abbado...

Naturalmente la parte musicale, voci ed orchestra, dovrà essere di livello ma questa pare una nota superflua, ché nessuno saprebbe che farsene di una regia miracolosa, strehleriana, ma pessimamente cantata e suonata. Il che significa: prima la musica e poi basta. Del resto Sandro Cappelletto nel convegno del settembre scorso alla Scala (vedi "topic" qui nel Forum), si riferiva alla troppo compiacenza che critica (e pubblico) avevan concesso al "teatro di regia".

Un tempo regolarmente venivano prodotte dalla RAI in forma pubblica, con destinazione produttiva, titoli (anzi una intera stagione) con i complessi delle orchestre dell'Ente. La forma di concerto è occasionale ora e da noi, per lo più in circostanze di economia o problemi tecnici. Pure essa consentirebbe di moltiplicare l'ascolto dal vivo di capolavori e soprattutto non noti ma interessanti, per allargare le conoscenze della letteratura musicale, con un risparmio non da poco.
Ed evitare sciagurate proposte.

Il semplicissimo questionario qui sotto è a disposizione per un mese da oggi.

www.sondaggio-online.com/s/137c56e

I risultati-man mano che giungeranno-visionabili qui:

www.sondaggio-online.com/results/137c56e…

Date Sep 8, 2019