Applausi al Coro e Orchestra del Teatro Verdi diretti da Maestro Gelmetti

Trieste: Stabat Mater di Rossini inaugura la Stagione sinfonica

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Created by Dejan Bozovic · Review

Peccato che siano stati in pochi ad applaudire calorosamente una riuscita e vigorosa esecuzione di “Stabat Mater” rossiniano che, sotto la bacchetta del maestro Gelmetti, ha inaugurato la Stagione sinfonica del Teatro Verdi di Trieste. Nonostante l'accattivante titolo, certamente non di difficile ascolto, il pubblico scarseggiava, ma non si è risparmiato nelle acclamazioni finali, meritate in primis dai due organici del Teatro che hanno dato lustro alla serata.
Precisa e sentita partecipazione del coro, preparato a dovere da Francesca Tosi, offre alcuni tra i più suggestivi momenti della serata, culminati in una lettura quasi metafisica di Qundo corpus. Le sezioni sono equilibrate e le voci calibrate secondo le esigenze della partitura, le cui sfumature e trasfigurazioni dinamiche vengono puntualmente marcate con opportuna delicatezza. L'Orchestra, altrettanto, affronta il brano impegnata a proporsi nella forma migliore. L'impasto sonoro è ricco e duttile, le entrate per lo più pulite (ad eccezione di qualche sbavatura tra i corni), gli assolo forbiti e levigatissimi, la scrittura del maestro pesarese compiutamente assimilata e vi sono molti passaggi in cui l'interpretazione orchestrale sfiora o persino assume una qualità canora.
L'ispirazione per un'esegesi simile inevitabilmente sgorga dal podio, dove Gelmetti, con l'evidente affetto per questo specifico capolavoro, regola e coordina inappuntabilmente non solo la parte tecnica dell'esecuzione, con gesto sicuro e chiaro, bensì la vitalità e l'impatto del contenuto emotivo dettato dalla parola e dalla scrittura musicale.
Soddisfano complessivamente, seppure senza suscitare l'entusiasmo, i quattro solisti. Si aspetterebbe un maggior coinvolgimento e trasporto genuino dal soprano Angela Nisi e dal mezzosoprano Monica Bacelli - le quali, tuttavia, palesano una buona tecnica e musicalità - e sopratutto dal tenore Stefano Secco, il cui controllo di emissione vocale inizialmente non è ai livelli di perfezione, mentre le note afone si percepiscono già nel registro medio. Il basso Mirco Palazzi vanta un gradevole timbro ed una fine sensibilità, però manca di fermezza nella zona del passaggio e degli acuti.

Date 2019