I critici spiegano (?) l'opera.

Bontà, pregi, difetti, cantonate, esempi di personalità umana dei suddetti. Un assaggio.

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Qual sia il lavoro del critico musicale, cronista, giornalista, musicologo, recensore che dir si voglia (non sono la stessa cosa ovviamente, ma poco importa) è certamente e comunque spiegare, illustrare, render conto e aiutare il pubblico a comprendere vizi e virtù dell’arte e della sua realizzazione.
Non solo a posteriori, ma anche a priori, nella sede di presentazione, di anticipo, di introduzione a-.
A chi per professione vera o amatorialmente (oggi più che mai) fa il mestiere suddetto, generalmente diverte se non altro produrre la nota critica, possibilmente malvagia seguendo la nostra esortazione e il nostro pensiero già più volte espresso. Ma può essere anche benevolissima o (rarità) salomonica ed imparziale.

Il genere “intervista” che spesso il giornale per il quale un critico lavora chiede, solitamente rompe i marroni al lavorante che non ha modo di evidenziare a tondo le sue qualità di scrittore, ma vabbè.
L’ “inchiesta” è onerosa mentre l’elzeviro graditissimo.
Resta la presentazione o anteprima che può essere abbastanza gratificante, specie se concede al critico un piccolo show personale tanto più di persona nel ridotto del teatro, rivolgendosi probabilmente più alla terza età che di solito può trovare due ore alle 17 del pomeriggio.

Tali circostanze danno modo di vedere il lato umanissimo del nostro espertissimo (il teatro chiama non uno qualunque tra i tanti, ma l’eccellenza vivente a giro su Verdi, Puccini, Musorgskij), che non solo dirà la verità tutta la verità nient’altro che la verità, ma permetterà di osservare le sue capacità oratorie (o le non-capacità), d’improvvisatore, di scrupoloso lettore del dattiloscritto precedentemente realizzato, così come del saper trovare l’aggancio, l’acchiappo che non faccia addormentare lo spettatore.
Spettatore che-spesso-s’accorge di sapere già tanto e meglio le cose che l’esperto sciorina, trovando addirittura svarioni: quando capita l’ “esperto” viene depennato dalla lista dallo spettatore che non lo leggerà più (al contrario se esso produrrà una conferenza di gusto).

Il Teatro Regio di Torino pochi anni fa, ha prodotto una serie di eventi come quello in descrizione, in appoggio delle stagioni regolari e che giacciono su Youtube. Una cinquantina e più che possono offrire a seconda dei gusti dell’appassionato, materiali nel senso che si diceva. Se mi interessa di base “Carmen” e ne so qualcosina, forse mi incuriosirà vedere come Mattioli se la cava (ed intanto lo radiograferò come persona). E così via con altri. L’elenco di titoli e titolati è succulento.

Qui ho linkato quattro esempi che mi paiono molto “parlanti” e li offro, togliendomi tanto di cappello, ovvio, verso gli esperti, se tali sono. La lista completa è facilmente rintracciabile.

Nel procedere poi si potrà anche maliziosamente cercare un (per noi) antipatico che discetta su un lavoro importante e trarne un godimento aggiunto: in fondo chi si propone, si espone e se ti esponi non puoi lamentarti di divenire oggetto di critica a tua volta: chi la fa, l’aspetti.

Alberto Mattioli qui www.youtube.com/watch
presenta “Carmen”, dimostrando la sua familiarità con la lingua francese e il dieci in Storia che prendeva al Liceo.

Enrico Girardi qui www.youtube.com/watch
serenamente spiega la tribolazione della incompiuta “Turandot”.

Quirino Principe qui www.youtube.com/watch
nel suo stile che assomma specifico e generale (arte e cultura), è in terra ancora pucciniana per “Tosca”.

Michele Girardi qui www.youtube.com/watch
si dimostra un analista quasi da paura con “Pagliacci”.

Purtroppo-nella quasi totalità-per ragioni di copyright, sono stati tagliati gli esempi di clip audio/video, alla fonte esistenti, ma il resto è seguibilissimo (combinazione quello di Michele Girardi è completa).
Resterebbe da rilevare non tanto il capello bianco, la cravatta al collo, la logorrea, o la calata del luogo di provenienza, ma quelle peculiarità che un primo piano fisso spietatamente in un’ora di tempo, mostra con evidenza.
Ma siccome oggi siamo buoni, lasceremo stare.
Piuttosto la cosa importante: l’esperto ci ha aiutato, ci ha fatto scoprire mondi sconosciuti, ci ha invogliato? Questo è il problema.

Date Sep 25, 2019