Grigolò et Tristanò

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Mentre qualcuno sulla stampa (“Il Giornale” 29.9, *) accennando al Cda in Scala, domani 30 settembre, che deve formalizzare l’uscita anticipata di Pereira (al “Maggio” dal 16 dicembre) e l’arrivo (da marzo) di Meyer, domandosi “chi” nell’interregno scaligero dovrà cacciare eventuali nuovi molestatori di mature coriste, a ragionare sul sincero e libero alle proprie pulsioni atteggiamento di Grigolò (alla francese funziona meglio), non poteva mancare il Professor Isotta.
Sul suo giornale abituale, oggi, un bell’articolo, come uso.
Già solo il titolo sarebbe bastevole a far capire dove stia il nocciolo del problema (almeno a parere del Professore e Maestro Isotta):

>>Grigòlo molesto? Sì, soprattutto nel cantare
Al di là della ballerina che lo accusa, il tenore andrebbe sospeso per scarso talento<<

>>Stanno cadendo come birilli, i direttori d’orchestra e i cantanti accusati di molestie nell’esercizio delle loro funzioni. Poi verrà il turno dei ballerini e dei coreografi.

Se costoro hanno esercitato un “metus reverentialis” per portarsi a letto qualche cantante, ballerina/o o affini, certo si tratta di un atto non lodevole. Sarebbe bello si estendesse (mi ripeto) a chi ha praticato questi esercizi in molti teatri importanti, con una moglie che a volte si dava a scene isteriche, svenimenti e falsi suicidî. Io non vedo, in fondo, perché un artista, che è un libero professionista, debba essere escluso dal manifestare la sua arte perché i suoi costumi erotici sono volgari o censurabili. Allora facciamo roghi sulla pubblica piazza delle poesie di Verlaine e Rimbaud, delle opere di Palazzeschi e Pasolini.

Non mi pare che il teatro sia stato – mai – un mondo di educande, e accorgersene oggi è solo ridicolo. Salvo, ripeto, quando si manifestino lati odiosi. E sarebbe ancora più bello se la stessa sorveglianza si estendesse al mondo della pubblica amministrazione e a quello dell’Università: ove comportamenti di molestie si configurano anche sotto il profilo penale.

Vorrei venire all’ultimo caso del quale si sta parlando, di un tenore aretino che adesso è un idolo, a quel che sembra, al Metropolitan e al Covent Garden, tale Vittorio Grigòlo. Sono andato su Youtube a vedere delle manifestazioni della sua arte. Mi pare ben plausibile che uno con quel modo di muoversi quando sotto i riflettori si dirige verso i fan (canta anche musica leggera) abbia una stravolta idea del suo ego e dei rapporti col pubblico. E ho sentito qualcuno dire che canta come Claudio Villa! Ossia: uno dei più grandi vocalisti degli ultimi decennî. A volte alla “ggente” bisognerebbe consentire di parlare solo di football.

Impedirgli di cantare perché avrebbe messo una mano in c.ulo a una corista mi pare una superfetazione calvinista. Ma per ben altri motivi bisognerebbe vietargli l’attività del canto, o quanto meno far sì che lui paghi un cospicuo biglietto a tutti coloro che vanno ad ascoltarlo.

Bela, singhiozza, piagnucola, non rispetta il ritmo. Diciamo che del pezzo musicale classico ha un’interpretazione, più che arbitraria, caricaturale. Se fossi un direttore d’orchestra il quale accetta di dirigere una recita operistica nella quale costui partecipa, mi vergognerei per mancanza di dignità. Mi vergognerei molto più di lui. Fa i suoi interessi; lo pagano; chi se ne frega della musica. Va bene che oggi direttori d’orchestra del suo livello abbondano […]<<

Intanto il suggerimento di qualcuno potrebbe essere di fare avances audacissime in Scala, proprio nell’intervallo tra un Sovrintendente e l’altro: così potrebbe farla franca. O ci penseranno il Presidente Sala e il direttore generale Di Freda, si chiede l’articolista de “Il Giornale”?


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* www.ilgiornale.it/news/milano/domani-cda…

Date Sep 29, 2019