Ottimo finale con Baglini e I virtuosi italiani

Si è concluso il Festival pianistico "Giovani interpreti & grandi maestri" della Chamber Music di Trieste

Details

Created by Dejan Bozovic · Review

Chiude in bellezza l'apprezzata diciottesima edizione del Festival pianistico “Giovani interpreti & grandi maestri” organizzato dall'Associazione Chamber Music di Trieste, con un accattivante programma ed egregie interpretazioni di Maurizio Baglini e della nota formazione I virtuosi italiani, guidati dal primo violino concertatore Alberto Martini. A preludere i due brani principali della serata è la Sinfonia n.1 di Boccherini eseguita dall'insieme cameristico con raffinata disinvoltura che, nel senso migliore, supera la sostanza effettiva del pezzo.
Prima di proseguire la serata con il Concerto in re maggiore Hob.XVIII:11 che Haydn scrisse, come riporta l'intestazione della partitura, per fortepiano o clavicembalo, Baglini fa un'opportuna introduzione esplicativa, sottolineando brevemente la differenza tra le tastiere della fine del settecento e il pianoforte, come se volesse preannunciare che nella sua esecuzione intende sfruttare tutto il potenziale espressivo dello strumento moderno. Infatti, la sua lettura è contrassegnata da mutamenti dinamici e coloristici i cui argini estremi lasciano uno spazio vastissimo alle sfumature e ai dilettevoli dettagli, inseriti in un discorso di elevata limpidità. L'eccellenza tecnica non appare mai spoglia di eleganza e sensibilità, il secondo movimento è soavemente e sobriamente lirico, mentre la verve doverosamente raggiunge l'acme nel brillantemente suonato Rondò all'Ungarese, irradiato da uno spirito luminoso ed ironico. Nel complesso l'esegesi potrebbe sembrare meno vaporosa rispetto al consueto approccio alle pagine haydniane, ma la densità acquisita rende giustizia ad una composizione che va oltre la propria epoca, anticipando i lavori di Mozart e giovane Beethoven.
L'ensemble è in ottima sintonia con il solista e il suo contributo viene maggiormente messo in risalto nel Concerto n.2 in fa minore op.21 di Chopin, nella versione per pianoforte e orchestra d'archi firmata dal compositore polacco. La ben nota versatilità di Baglini viene messa in risalto da questa appassionante interpretazione che fluisce avvolta in un eloquio nobile, schivo di enfasi ed accenti superflui, delicato eppure sugestivo e coinvolgente, inciso da una virile vena poetica che squisitamente si accende nell'altamente toccante Larghetto. E per confermare la notevole spigliatezza con cui spazia tra gli stili e le cifre diversi, il pianista risponde allo scroscio degli applausi, meritatamente condivisi con I virtuosi italiani, proponendo una memorabile, trascinante immersione nella Sonata K.466 di Scarlatti.

Date 2019