Quella “zietta” di Pëtr Il’ič

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Il 6 novembre 1893 (data del Calendario Gregoriano) alle ore tre del mattino moriva, per cause tuttora non chiarite e che non potranno mai esserlo [*] Pëtr Il’ič Čajkovskij.
E’ uscito nel 2018 in lingua inglese il volume Tchaikovsky Papers: Unlocking the Family Archive che è stato presentato come volume di documenti inediti sul compositore.

In realtà esso è la traduzione di un’opera russa curata nel 2009 dall’allora direttrice Polina Vaidman (scomparsa poco tempo fa) della Casa Museo di Klin. Esso raccoglie una accurata antologia delle quasi 5.400 lettere sopravvissute del musicista a 403 destinatari (e di quelle a lui indirizzate), con commenti dei curatori, alcune comparse in passato tanto in versione censurata, che completa. In quest’ultimo caso le anteprime furono dovute all’infaticabile Alexander Nikolaevič Poznansky, tuttora e dopo la morte dello specialista inglese David Brown, il maggior biografo sul Russo, da lui edite già dagli anni fine 1988 e seguenti.
Le lettere di cui sopra (le circa 5.400) sono state incluse nel sito accademico “Tchaikovsky Research” nella loro lingua originale e quasi tutte tradotte in inglese dallo specialista britannico Brett Langston.

Nella bella prefazione del libro sopra menzionato (Yale University Press) i curatori della edizione americana (Marina Kostalevsky e Stephen Pearl), scrivono tra l’altro:

>>>È difficile immaginare come un numero così grande, davvero impressionante, di lettere, documenti ufficiali e note relative a qualcuno tanto amato, famoso e familiare come Ciajkovskij potesse essere rimasto, fino a poco tempo fa, sconosciuto. Inoltre, non è come se questi documenti fossero rimasti, per più di un secolo, in una soffitta abbandonata in attesa che arrivasse qualche persona fortunata a scoprirli.
Al contrario, sono stati fedelmente conservati in una delle istituzioni culturali più apprezzate della Russia: l’archivio del Museo Statale Pyotr Ilyich Ciajkovskij di Klin. Perché allora questi importanti documenti sono rimasti inediti per molti anni o pubblicati solo in parte, con deliberate distorsioni e omissioni?

Le ragioni sono contemporaneamente pubbliche e private, culturali e politiche, in particolare russe e più o meno generali. Il monarchismo di Ciajkovskij, la sua adesione alla tradizione ortodossa russa e la sua omosessualità hanno presentato, in momenti diversi, argomenti diversi ma ugualmente scomodi per i biografi del compositore. Alcuni tabù furono attuati nel corso della vita di Ciajkovskij, altri dopo la sua morte nel 1893 e molti sotto il regime sovietico. Gli storici sovietici di solito respingevano di mano l’ardente patriottismo di Ciajkovskij nei confronti della Russia imperiale e la sua sincera lealtà verso Alessandro III, il cui mecenatismo godeva il compositore nei suoi ultimi anni.

Inutile dire che durante il periodo sovietico questo tipo di “rifacimento” ideologico era applicato metodicamente a tutte le famose figure russe del passato. Per entrare nel pantheon sovietico, i grandi russi dovevano essere purificati dai loro “errori” ideologici e morali. Nel caso di Ciajkovskij, i suoi rispettosi riferimenti alla monarchia russa e alle sue politiche furono deliberatamente cancellati da qualsiasi discussione pubblica sulla vita del compositore. Di conseguenza, le lettere di notifica di premi e regali inviati a Ciajkovskij da Alessandro III non sono state pubblicate fino a poco tempo fa […]<<<

Cito una lettera dall’Italia scritta ai fratelli (Modest?), probabilmente da Firenze:

>>>Alle nove ho avuto voglia di fare una passeggiata e sono uscito. Alcuni “ruffiani”, hai capito di che genere, hanno intuito cosa volessi e non mi hanno più lasciato andare. L’amo che stavano usando per agganciarmi come preda era uno splendido giovane…
Ho dovuto mettere su una resistenza perché l’amo stava funzionando, ma non gli ho dato ragione alla fine. Non so se volessero ricattarmi o semplicemente scucirmi dei soldi, ma non mi sono fatto fregare.<<<

E i curatori chiudono la prefazione così:

>>>La sensibilità emotiva di Ciajkovskij come artista, così come la sua il richiamo alla sensibilità emotiva dei suoi ascoltatori, sono stati modellati anche dal paradigma culturale del sentimentalismo. La raccolta di lettere pubblicata in questo volume fornisce una nuova base per comprendere la connessione del compositore a quel movimento europeo. Ci permettono anche di dare una nuova occhiata al sentimentalismo piuttosto famigerato di Ciajkovskij.

Perché è importante vederlo non solo come il riflesso della sua composizione psicologica e sessuale, ma come la manifestazione della sua lealtà al sentimentalismo – una cultura positiva del sentimento. Probabilmente, un tale approccio può offrire ancora un’altra prospettiva nella nostra ricerca di nuove intuizioni sulla vita e la musica di Ciajkovskij.<<<

La vita spiega la musica, e la musica spiega la vita.

[Ho usato la doppia grafìa scientifica e di comodo nel citare il nome del musicista, fermo restando che in italiano va scritto accademicamente: Pëtr Il’ič Čajkovskij e pronunziato così: (ascolta) >>> ]
upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e…

www.amazon.it/dp/B07C136QCY/

[*]
>>>«Lasciatemi dichiarare categoricamente […] che non esiste una sola prova che la morte di Čajkovskij sia stata dovuta al colera preso bevendo dell’acqua non bollita e non ad altre cause naturali, anche si vi sono altre ipotesi, spesso confermate da più di un testimone diretto, che sembrano indicare chiaramente che qualcosa d’altro fosse successo, ma poiché nessuna di esse può essere confermata restano appunto ipotesi».
«Ci sono state lunghe discussioni, spesso piene di acrimonia, su questi fatti e sui vari annessi, e la sola conclusione possibile è che non ci sarà mai dato modo di sapere che cosa sia veramente accaduto né-cosa ancora più importante-perché.» David Brown, Čajkovskij. Guida alla vita e all’ascolto, 2012, pagg. 406-8, ed. italiana (il Saggiatore).<<<
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Per chi volesse saperne di più la Voce a cui ho contribuito negli anni:
it.wikipedia.org/wiki/P%C3%ABtr_Il%27i%C…

-La foto sopra: Ciaikovskij a 10 anni nel ritratto del pittore Lehman (circa 1850)
Olio su tela
Yuri Yakovlevich Lehman (1834-1901)
Klin Museum

www.youtube.com/watch

Date Nov 6, 2019