E’ spenta! (O mio dolor)

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E così con la fine del mese dei Morti sono finite le otto puntate del ciclo, ier sera la settima ed ottava.
La sindrome da post “Dallas” (il famoso sequel americano, così come altri) ci ha già preso (parlo di me che scrivo e forse qualche gnomo a giro): come occuperemo le dure serate invernali del giovedì sera adesso?
Non più il nostro simpaticissimo Maesschtre, le sue scazzature ai quattro giovani direttori, ai cantanti misti per provenienza, i tocchi magici agli infaticabili musicisti della Cherubini, i racconti a pioggia di Toscanini, Votto e Kleiber?

Mi son reso conto che a nisciuno (quasi) gliene poteva importare di questa serie (volevo usare la parola partenopea in luogo di “importare”), tanto più che ora gli operomani sono okkupati in ben altre okkupazioni, tra le patatine veneziane (San Carlos) e La Scarpia meneghina preannunciata per nuovissima ed inedita anche dal punto di vista musicale per brevi momenti, tagliati dal compositore in sede di ordinario aggiustamento a recite iniziate: un modo per catturare i borghesi, e “ingannarli”, specie se “colti” (???), si trova sempre, soprattutto se si è fatto il conservatorio come dice Chailly in sede di anteprima su YT.

La trasmissione dell’Accademia mutiana, è stata invece potrei dire folgorante per evidenziare la maestria di Muti come tecnico e resta semmai la tenerezza della sua balda figura un po’ sul viale del tramonto umano (non artistico) e l’affetto che paternamente sfocia verso tutta quella bella gioventù.

Qui sotto c’è il preludio III diretto da lui in questa sede: è perfetto, una meraviglia, una “Traviata” così diventa veramente un’opera bellissima e straordinaria, come è certo, ma come il più delle volte non sentiamo. Il che equivale a dire che Verdi è davvero un genio musicale, ma a cui calza il famoso “Conoscete Verdi?” di musicologica memoria.

youtu.be/dUYyffw6oLY
Altro link al video: drive.google.com/file/d/1_sv4vl3jIyXd96-…

Date Nov 29, 2019