Un tuffo…nel lago dei cigni (e poi…. Čajkovskij a tutto volume, a finestre spalancate come suggerisce il M° Bosso)

Pesaro, Teatro Rossini, 29 dicembre 2019

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Created by Paola Cecchini · Review

Siegfried, giovane ricco e bello, si trova di fronte al non facile dilemma dell'universo femminile.
Invece di sposarsi e ‘sistemarsi’ come vorrebbe la madre, è terrorizzato dalla paura di crescere ed assumere decisioni definitive e preferisce il mondo affascinante ed ambiguo di Rothbart. E' questi un affascinante e misterioso seduttore che si circonda di una corte di ragazze e ragazzi (trasformati ogni notte in cigni dalle sembianze semi-umane) e mira a conquistare ed asservire a sé anche il bel Siegfried, promettendogli dapprima il Candido Amor Sacro (Odette) ovvero il Cigno bianco e poi l'Amor profano (Odile) ovvero il Cigno Nero, la seduzione.
La scena finale ci mostra Rothbart, demone vincente, che si porta via il suo stuolo di cigni, assieme a Siegfried che gli ha venduto l'anima in cambio di una bellezza immortale e di una vita senza oneri e responsabilità.

Sto parlando de ‘Il Lago dei Cigni’, uno dei più famosi e acclamati balletti del XIX secolo, musicato da Pëtr Il'ič Čajkovskij tra il 1875 e il 1876 (seguiranno ‘La Bella addormentata’ nel 1889 e ‘Lo Schiaccianoci’nel 1891).
Lo spettacolo è stato proposto, su iniziativa del Comune di Pesaro ed Amat, dal Russian Classical Ballet diretto da Evgeniya Bespalova, famosa compagnia di talenti provenienti dalle migliori accademie russe, interpreti di una versione coreografica che ricostruisce filologicamente l’opera originaria, con sontuose scenografie e raffinati costumi.
La rappresentazione dei personaggi, in particolare nel confronto tra la purezza del Cigno Bianco e l’attrazione oscura del Cigno Nero, esige virtuosismo ed un forte talento drammatico da parte dei ballerini solisti.

Al successo del balletto (da chiunque venga posto in scena) non è mai estranea la bellezza della musica: il grande Čajkovskij la compose su libretto di Vladimir Petrovic Begičev, basato su un'antica fiaba tedesca, ‘Der geraubte Schleier’ (Il velo rubato) di Jophann Karl August Musäus.
La prima rappresentazione dell’opera - che ebbe luogo al Bol'šoj di Mosca il 20 febbraio 1877 con la coreografia di Julius Wenzel Reisinger - deluse sia la critica che il pubblico. Reisinger aveva operato tagli e manomissioni alla partitura originale, allestìto senza particolare enfasi la scenografia, lasciando oltretutto ai ballerini il compito di improvvisare variazioni e passi ed il risultato non poteva essere che deludente.
Anche l'orchestra ne uscì a testa bassa, eseguendo la partitura in modo non appropriato. Nonostante ciò, il balletto venne riproposto oltre trenta volte, ma, secondo la critica del tempo, furono dei veri e propri fiaschi.

La situazione cambiò dopo la morte del Compositore, allorché il balletto passò nelle mani del ballerino e coreografo Marius Petipa (Marsiglia, 1822 - San Pietroburgo,1910), già distintosi nell'allestimento de ‘La Bella addormentata’ .
Petipa ambientò la storia in un luogo indefinito del Nord Europa in epoca gotica (tra il 1100 e il 1300). Il 15 gennaio 1895 l’allestimento andò finalmente in scena al Mariinskij di San Pietroburgo: il coreografo curò il primo ed il terzo atto, Ivanov (che divenne suo successore) il secondo e il quarto, i cosiddetti ‘atti bianchi’, quella sezione del balletto in cui dominano personaggi fantastici ed eterei, abbigliati con indumenti bianchi di tarlatana o tulle, i celebri tutù.
Vennero inoltre apportate modifiche alla sequenza dei numeri e furono aggiunti brani del Musicista trascritti dal compositore italiano (e direttore d'orchestra in tale occasione) Riccardo Drigo.

Questa volta il successo fu grande e ‘Il Lago dei Cigni’ entrò a pieno diritto nel repertorio dei teatri russi: la nuova coreografia e le nuove musiche sono considerate ora una pietra miliare del balletto classico a livello mondiale.
E allora…. Čajkovskij a tutto volume, a finestre spalancate, senza lasciarci intimorire dai vicini, come suggerisce il M° Ezio Bosso … e da parte mia, un augurio a tutti per un gratificante 2020!

Date Dec 29, 2019