Auguri per un frizzante 2020 con il Concerto di Capodanno

Pesaro, Teatro Rossini, 1° gennaio 2020

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Created by Paola Cecchini · Review

Chi non conosce ‘Sul bel Danubio blu’, il famoso valzer di Johann Strauss (Vienna, 1825-1899), considerato a livello mondiale come uno fra i più famosi brani di musica classica di tutti i tempi?
Alla sua figura e a quella degli altri membri della sua famiglia (il padre Johann, i fratelli Josef e Edward) è dedicato, com’è noto, l'annuale Concerto di Capodanno offerto in diretta mondovisione dai 'Wiener Philharmoniker' dalla sala dorata del 'Musikverein' di Vienna. Un sondaggio di opinione nel 1890 rivelò che Johann era terzo tra le personalità più celebri d'Europa, dopo la Regina Vittoria ed il Cancelliere Otto von Bismarck.

Non tutti forse sanno però che l’opera in questione fu commissionata all’autore affinché…i viennesi tornassero a danzare! Proprio così.
Fu commissionata dall’Associazione corale maschile di Vienna ('Wiener Männergesang-Verein') che aveva invitato il Musicista a partecipare alla 'Faschings-Liedertafel', il Festival di Canto di Carnevale che si sarebbe tenuto il 15 febbraio 1867 nella 'Dianabad-Saal'.
Il poeta ufficiale dell'Associazione, Josef Weyl (funzionario di polizia e amico d'infanzia del Compositore) ebbe il compito di scrivere un testo con spunti spiritosi ed ironici da accompagnare al valzer, capace di esortare tutti (finanzieri, costruttori, proprietari terrieri, artisti, politici e contadini inclusi) a tornare a ballare durante il Carnevale, a dispetto della grave situazione politica che l'Impero e la società austriaca stavano vivendo : la sconfitta militare del Paese da parte delle forze prussiane a Königgrätz (oggi Sadowa) il 3 luglio 1866, che aveva gettato nella disperazione la popolazione.

All’ultimo minuto si decise di arricchire il valzer con un accompagnamento orchestrale e Strauss vi aggiunse la celebre introduzione con il tremolìo dei violini, oggi nota in tutto il mondo. C’era, però, un problema: nella data fissata per la prima rappresentazione, il Compositore e l'Orchestra Strauss dovevano esibirsi alla Corte Imperiale, per cui i 130 componenti della 'Wiener Männergesang-Verein' vennero diretti da Rudolf Weinwurm (il loro Maestro di coro) ed accompagnati dall'Orchestra del 42º Reggimento di Fanteria del Re Giorgio V di Hannover, temporaneamente di stanza a Vienna. Fu un successo.
I viennesi poterono ascoltare la versione orchestrale del valzer (completa di introduzione e coda) il 10 marzo successivo nel 'Volksgarten', al tradizionale concerto dell'Orchestra Strauss, eccezionalmente diretta congiuntamente da tutti e tre i fratelli. Il lavoro ebbe tale successo che alcuni anni più tardi, il compositore Johannes Brahms, grande amico ed ammiratore di Johann, aggiunse alla firma del proprio valzer la dicitura ‘Sfortunatamente non di Johannes Brahms’.

‘Danubio blu’ è una delle opere presentate ieri dall’Orchestra Sinfonica ‘Rossini’ nell’ambito del consueto Concerto di Capodanno diretto per l’occasione da Daniele Agiman, direttore artistico dell’ensemble e suo direttore principale. E’ stato accompagnato da Frühlingsstimmen Op. 410 (1883), un autentico, genuino ed irresistibile inno alla Primavera che l’autore aveva inizialmente concepito come composizione vocale per orchestra e soprano di coloratura.
Il pezzo forte del concerto è stato invece dedicato a Beethoven (Bonn, 1770- Vienna, 1827) di cui quest’anno si festeggia il 250° anniversario della nascita. L’OSR ha proposto il concerto per pianoforte e orchestra n. 5, composto tra il 1809 e il 1810. E’ denominato ‘L’imperatore’, nome assegnatogli in via del tutto posticcia e non attribuibile a Napoleone Bonaparte cui si riferisce invece la ‘terza sinfonia’ del 1804 detta ‘L’Eroica’. E’ infatti dedicato a Rodolfo Giovanni d’Asburgo-Lorena e fu eseguito per la prima volta a Lipsia nel 1811. Nella capitale austriaca fu eseguito l'anno dopo, davanti ad un pubblico che dimostrò una certa freddezza nell’opera, anche in considerazione dell’eccezionale durata dell'esecuzione (38 minuti).
Al pianoforte si è esibito Pietro Bonfilio, non ancora trentenne, uno straordinario giovane talento. Nato nel Grossetano, diplomato al Conservatorio Verdi di Milano, si è poi perfezionato con Michele Campanella, Giuseppe Andaloro e Lang Lang.

Il programma ha previsto inoltre una sinfonia tratta da ‘Bianca e Falliero o sia Il Consiglio dei Tre’ (1819) e la travolgente ouverture di ‘Guillaume Tell’, l’ultima opera di Rossini (1828).
L’ouverture è stata proposta tra gli ormai tradizionali bis assieme alla 'Marcia di Radetzky' composta da Strauss (padre) in onore del famoso Maresciallo per celebrare la riconquista austriaca di Milano dopo i moti rivoluzionari in Italia del 1848. Entrambi hanno costituito il finale col botto per iniziare pieni di energia l’Anno Nuovo.

Date Jan 1, 2020