QUARTETTO ANTHOS. Focoso Schumann, presagi di modernità.

Forza e dolcezza dell'op.47, prima del sontuoso Mahler e del fresco Cascioli.

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Created by Quartetto Anthos · Review

Programma coraggioso, esperimento riuscito, titolo da precisare, nel concerto di mercoledì sera, chiesa di San Giorgio, per «LeXgiornate», con il Quartetto Anthos.

Non «Mahler, la fine di un'epoca», ma «Schumann, l'inizio della modernità». Davvero il compositore tedesco procede per illuminazioni, racconta la sua anima con una sensibilità assolutamente moderna. Ciò che Robert immaginava interiormente è uscito allo scoperto, ci ha investito con forza e dolcezza, grazie alla fedele, appassionata, luminosa esecuzione del Quartetto Anthos. La musica che racconta il mondo di dentro.

L'op.47 è una sorta di autobiografia su pentagramma. Vi appaiono fantasmi bachiani, fugaci meditazioni su corale, lo scottante intreccio di contrappunto ed elaborazione motivica. Che paesaggi spirituali descrive Schumann? Illusioni, rimpianti o profezie? Emergevano detriti della memoria, lampi onirici, ossessioni, messaggi cifrati all'amata Clara, maschere, sdoppiamenti, come nel più vero intendimento schumanniano. Il Quartetto Anthos ne ha dato una lettura focosa e lucida, colma di rigore e passione. Sono giovani, maturi, virtuosi, capaci di abbandono.

Il Quartetto in la minore di Mahler appariva la naturale prosecuzione di quella lezione. Un appuntamento fra sopravvissuti. Come al solito, il boemo Gustav nei suoi spartiti stipa di tutto: ritmi da processione funebre, accenni di danza (di manichini), straniamento, languori, avvertimenti: sarà difficile uscirne indenni, ammonisce. La musica che racconta il mondo di fuori. L'Anthos ne spreme un sugo perfido e sontuoso, con larghezza di suono, affiatamento, convinzione.

Il Quartetto di Alfred Schnittke (composizione del 1988) lavora su temi mahleriani: cerca disperatamente una via d'uscita, con plumbei clusters, violenza, politonalità. La melodia ritrovata appare più struggente che mai, quasi un'orazione di ringraziamento: la luce del sole è lacerante se vista dalla fessura della bara. L'Anthos accorpa gesto drammatico e profonda emozione. La musica che racconta se stessa.

Il nuovo Quartetto di Gianluca Cascioli è fresco, selvaggio, acceso. Lo Scherzo vive di eccitanti ostinati ritmici a incastro modulare. Nell'Adagio il canto dilaga, come inscritto nell'oro di un'icona. E' opera di una personalità potente, che sa come raggiungerti. La musica che racconta un uomo. Il folto pubblico ha mostrato di gradire scelte e interpreti.

Lunghissimi applausi.

ENRICO RAGGI

Source Il giornale di Brescia · Date Sep 22, 2011