Wolfgang Amadeus Mozart - Antonio Zanon : Piano Quartets

Details

Created by Quartetto Anthos · Cd

Music by: Wolfgang Amadeus Mozart, Antonio Zanon
Performers: Quartetto Anthos - Agnese Tasso, violino; Jessica Orlandi, viola; Silvia Dal Paos, violoncello; Francesco Spazian, pianoforte
Wolfgang Amadeus Mozart: Piano Quartet in G minor KV 478


Wolfgang Amadeus Mozart: Piano Quartet in E- flat major KV 493


Antonio Zanon: Divertimento for Piano Quartet (First World Recording)

Quartetti per pianoforte di ieri e d’oggi
di Alberto Cantù


Scrive Alfred Einstein, lontano cugino (secondo alcune fonti) del fisico Albert e celebre studioso mozartiano.«Un brano per pianoforte e archi, nelle mani di J. Christian Bach e di Ph. Emanuel Bach, diventa automaticamente un concerto per pianoforte; Mozart invece riesce a trattarlo come pura musica da camera, esigendo dal pianista un virtuosismo da concertista ma intessendo gli archi nello stesso materiale tematico, in una dimensione che non ha più nulla a che vedere con il dilettantismo musicale».
L’osservazione si attaglia perfettamente a quelle eccezioni tra le forme cameristiche che sono i due Quartetti per pianoforte e archi: violino, viola, violoncello e tastiera, organico assolutamente inconsueto per i tempi.
Il primo Quartetto, KV 478, ultimato a Vienna il 16 ottobre 1785 da un Mozart ventinovenne che si accinge a comporre Le nozze di Figaro, è scritto nella tenera e dolorosa tonalità di sol minore, rara e particolarmente significativa nel comporre di Mozart.
Come sempre Wolfgang Amadé non scrive per diporto ma su commissione. Quella dell’editore Hoffmeister per una raccolta di Quartetti che dovrebbero essere tre, secondo il numero canonico, e saranno invece uno soltanto perché il pubblico viennese, amante del facile, a teatro come nella musica da camera, resta spiazzato da un’opera ardita, innovativa e complessa come questa. Tanto che Hoffmeister invita Mozart a «non comporre gli altri due Quartetti» previsti dal contratto e gli lascia pure l’acconto che ha versato.
Già in preparazione, il secondo Quartetto per pianoforte KV 493 in mi bemolle maggiore (Vienna,3 giungo 1786) verrà così offerto ad Artaria, editore ritenuto più audace e aperto al nuovo, che lo pubblica nell’87.

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Secondo i codici tonali del Classicismo viennese, Sol minore e Mi bemolle maggiore indicano modi, chiavi espressive e caratteri dei rispettivi brani. Il primo Quartetto, proiettato verso il Romanticismo e sperimentale ad oltranza, è drammatico sin dall’attacco all’unisono degli strumenti tanto che s’è parlato di «un Mozart demoniaco» (Abert).
Proprio tale attacco dà l’impronta all’intero primo movimento; motiva un secondo tema dai contrasti ritmici durissimi e uno sviluppo di ampiezza inusitata. Anche là dove, nel Rondò finale, la luce prevale sul buio, le esperienze armoniche sono spesso tese e sorprendente risulta il giro di tonalità prima della Coda.

Perfetto contraltare del KV 478, il Secondo Quartetto, si proietta in tutta la luminosità del mi bemolle maggiore. La parte pianistica, di maggiore complessità e respiro concertante rispetto ai Trii o alla Sonate per violino già nell’altro lavoro, è nel KV 493 ancora più difficile in quel momento deputato alla brillantezza che è il Rondò finale. Sin dall’inizio, però, con lunghi temi lirici ed espansivi, con un sereno proliferare di motivi secondari, il lavoro si pone agli opposti poli del gemello e trova il suo centro di gravità nel delicato, equilibratissimo Larghetto.

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Dedicato agli interpreti di questo cd, il Divertimento di Antonio Zanon riprende il remoto Quartetto per pianoforte e lo aggiorna secondo codici linguistici contemporanei, come è costume del Compositore, senza però trascurare il respiro cameristico-concertante del genere.
Docente di composizione al Conservatorio di Verona dal 1972 al 1992, ad un’importante attività didattica, Zanon unisce una ricca produzione fra opere liriche, rappresentate anche al “Donizetti” di Bergamo e al “Morlacchi” di Perugia, Concerti, musica corale sacra e profana, lavori cameristici per le più diverse formazione e anche una Guida alla composizione modale extratonale (Edizioni Carrara, Bergamo) che è poi la chiave per intendere anche il Divertimento.
In esso ostinati ritmici si moltiplicano fra archi e pianoforte, intervallati da oasi liriche, da dialoghi costruiti con eloquente bravura, da “a solo” che colorano e contrastano timbricamente la partitura nelle sue concatenate sezioni.
Il titolo Divertimento rispecchia il clima sereno e il rapido incalzare del brano; anche il Neoclassico gioco ad arte di dissonanze sui materiali compositivi e certe caratteristiche zone smarrite nel “recupero del passato” come il lento e pensoso contrappunto melodico-coloristico iniziato e svolto dagli archi e punteggiato dal pianoforte. Sino all’ampia, salda e contrappuntistica stretta finale che corona la pagina.

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