Maria Grazia Amoruso, organo

Concerto in occasione dei Rolli Days a Genova

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Genova, Chiesa dell'Immacolata dell'Albergo dei Poveri
Domenica 20 maggio, ore 11:00 e ore 16:00

in occasione dei Rolli Days 19-20 Maggio 2018

Maria Grazia Amoruso,
organo portativo a canne di legno di Giorgio Questa

Girolamo Frescobaldi
da “Fiori Musicali di diverse composizioni” 1635
Toccata avanti la Messa della Domenica
Toccata per l’ elevatione dalla Messa degli Apostoli

Marco Antonio Cavazzoni
Ricercada

Louis - Nicolas Clérambault
Suite Du Deuxieme ton

Franz Joseph Haydn
3 Pieces for Musical Clock (Flötenuhr) Hob. XIX:1-32

Luigi Cherubini
Fantasia per organo

Johannes Brahms
da 11 Chorale Preludes op. 122
n.7 “O Gott, du frommer Gott”
n.8 “Es ist ein’ Ros’ entsprungen”

Johann Sebastian Bach
Pastorale in fa BWV 590
Fantasia e fuga in la minore BWV 561

L'organo costruito dal Maestro Giorgio Questa è uno strumento singolare: si monta e si smonta in poche ore ed è facilmente trasportabile. In questo senso ricorda un po' l'antico "portativo", anche se, nonostante le dimensioni apparentemente piccole, la sua struttura fonica è quella di un comune organo italiano del '500. Lo strumento è tutto in legno e completamente meccanico. Giorgio Questa lo costruì da solo, pezzo per pezzo, seguendo gli stessi metodi artigianali degli antichi maestri organari. Comprende 491 canne di pino e di castagno. La tastiera, cui è unita la pedaliera, ha quattro ottave. La vivacità del suono, ottenuta con l’intonazione delle canne a piena aria e a bassa pressione, permette la naturale ambientazione acustica dello strumento sia nell’ambito del teatro sia nella piccola sala da concerto. Lo strumento è dotato di una tastiera sensibilissima grazie alla quale è possibile realizzare una grande varietà di sfumature ed effetti. I suoi registri (Principale di pino, Ottava, Quinta Decima, Decima Nona, Vigesima Seconda, Fiffaro/Cornetta, Flauto di notte in VIII, Flauto di bosco in XII, Vigesima Sesta, Vigesima Nona) sono quelli tipici dell'arte organaria italiana del periodo classico. Due piccoli accessori, "passero e passera", imitano il verso degli uccelli, secondo antiche tradizioni organare. La coda di scoiattolo ricorda l'antica "coda di volpe" che balzava sull'organista, incuriosito dalla leva che riporta la scritta "noli me tangere". Un pedaletto a carrucole rende possibile la combinazione libera dei registri.

Maria Grazia Amoruso è organista e pianista. Ha iniziato il suo percorso artistico al Conservatorio Niccolò Paganini di Genova, dove si è diplomata in pianoforte con il massimo dei voti. Successivamente si è perfezionata con Lazar Berman, Jan Marisse Huizing, alla scuola di Tatiana Nikolajeva con Oxana Yablonskaja e Alexander Malter e alla scuola di Heinrich Neuhaus con Lev Naumov e Karl Leister. Si è distinta in concorsi nazionali ed internazionali. Svolge attività concertistica sia in Italia che all'estero, come solista e con diverse formazioni cameristiche; il suo repertorio spazia da Frescobaldi e Bach a Dallapiccola e Castiglioni. L’incontro con il Maestro Giorgio Questa, con il quale ha studiato intensamente organo, analisi e interpretazione musicale, in particolare i manoscritti della musica italiana del ‘500 e del ‘600, è stato determinante per la sua evoluzione artistica. Alla scomparsa del Maestro, nel 2010, Maria Grazia Amoruso ha restaurato l’organo ligneo “portativo" lasciatole in eredità, con l’obiettivo di perpetuare la tradizione artistica. Lo strumento, tutto in legno e completamente meccanico, interamente costruito dal Maestro negli anni Sessanta dello scorso secolo su modello rinascimentale, rappresenta un “unicum” mondiale. Maria Grazia Amoruso ha dato vita, nel 2006, al Festival Internazionale di Musica Isola di Capraia di cui è direttore artistico. Ha inciso, per le case discografiche Devega, Philarmonia e Zecchini musiche di Cavazzoni, Merulo, Frescobaldi, Couperin, Bach, Haydn, Beethoven, Schubert, Schumann, Brahms, Chopin, Fauré e Debussy.